Metallo Duro

Vieni
vienimi a trovare
tra punte di metallo duro che mi forano il petto
tra il refrigerante che schizza
come pioggia opaca contro un vetro.
Azzera il ciclo del filetto
– ripetizione su ripetizione –
stacca la batteria del muletto
stanco, chiudi il portone e ammazza l’aria
sigilla le ventole che aspirano la noia.
Vieni a bruciare
i calli del truciolo affilato
e i tagli che al mattino mi hanno stregato
come se fossero rughe di una vecchia strega.
Tra lamiere accartocciate
fragili e deformate, come simil oro piegate
poni lo spessore dei tuoi polpastrelli. Accudiscimi.
Scaglia a terra i miei vestiti
mostrami il verme, il suo fabbricarsi le proprie corone
dentro un cassone di ruggine da smaltire.
Vieni
vienimi a salvare
con la tua valigetta da rappresentante
con occhiali protettivi di plastica trasparente.
Porta con te
tre punte di metallo duro.
Trafiggi i miei palmi. Rendimi uomo.

rsk

Contronatura

Contronatura
sono un foglio di carta
con le mani in tasca
per la città
tra loft high tech e fiori di smog.
Attraverso letti e ponti
cicatrici tra le valli
e vedo uomini impilare mattoni
per muri che limano voci.
Contronatura
io sono una foglia
danzo volteggio e accarezzo i capelli dei poeti
il colore dei prati
volo sopra limpidi mari
e oli chimici versati senza vergogna
come fossero macchie sugli abiti degli angeli.
Contronatura
piango per te, futura
natura bellezza pura
lacerata nel tuo vestito di rosa
stuprata da sette miliardi di mani
infilate nel tuo sacro ventre
in cerca di quella linfa terrestre
nella quale l’uomo si vorrebbe mitizzare.

E allora io contronatura
io sono una pianta
sorreggo il cielo ai bordi della strada
e non ho gambe
ma crine di cavallo
verdi al vento
immobili in continuo movimento
come i petali di quella rosa
che dal tuo vestito in mano mi è cascata
quasi a chiedere la pace
in un abbraccio di amore e di madre primordiale.

rsk

video live

A Te, Che Di Caproni I Versi Vesti

A te, che di Caproni i versi vesti
vorrei dire
il tuo corpo mi tenta
di menta, il porto di Livorno profuma
fa impallidire ancora più la luna
quando passi in bicicletta
nel tuo vestito a fiori stretta, persa
nei colori e nei profumi
delle barche a vela.
In questa serata tersa
io seduto su una panchina, guardo
la tua gonna che svolazza birichina
e penso quale danno
sia congedare il mondo
per correrti incontro e dirti
“non ci conosciamo
ma già io ti amo, in fondo”.
Poi la timidezza mi assale
e mi fa male ogni intento
e rimango qui seduto, solitario
davanti al mare come un lampadario
e leggo qualche passo di Caproni.
Ma in realtà vorrei affogare in un Negroni
sbagliato, vorrei per ogni secondo
un minuto di te a mozzarmi il fiato.

rsk

Cappelletti In Love

Sai,
volevo preparare dei cappelletti
magari al ragù
ma non sono nato cuoco
non so nemmeno accendere un fuoco
e allora come pasta ho scelto te.
Volevo mangiare cappelletti
ma sono povero e senza denti
e al supermercato non ci vado
– non li compro –
perché non ho voglia di piangere.
Quindi
ti farei a pezzetti
farei di te mille cappelletti
– in padella crudi al forno –
per ingozzarmi ad ogni ora del giorno
con sopra una spruzzata di parmigiano
che sembra abbia nevicato.
Sai,
avevo voglia dei tuoi cappelletti
magari conditi con un po’ di besciamella
per fare poi una rima stupida
per dirti quanto sei bella.
Te l’ho già detto
non sono nato cuoco, non ho nessuna ricetta segreta
perciò
ti scrivo soltanto questa poesia diletta
per riempirti la pancia
con il sapore del mio nome.

rsk

*poesia scritta per l’Angelico Certame/V a Parma

Lusireoula

Una cascata scivola
da spalle di roccia umida e muschio rovente
come capelli di donna
e lampi di rugiada e nebbia.
I fianchi dei monti sono fianchi di fanciulla
e le catene innevate
vette di seni
da cui le nuvole si allattano.
Dall’ ombra di un abete
entro in questo miracolo
come una piccola lucciola infuocata
e immagino il mondo al contrario, capovolto
alberi con radici
che spuntano dal cielo
e altre lucciole
che mi volano intorno e sulle mie ali si posano.
Apro gli occhi
con me si svegliano i fiori
l’ aria è una carezza che liscia i prati
e per un istante io sono niente e splendore
al centro di questo microcosmo.

rsk