La Misura Della Vite

La punta che fora
se non ben affilata, sforza
si rompe
pregiudica la misura.
L’inserto con il tagliente danneggiato
va cambiato
altrimenti potrebbe compromettere
la qualità della finitura
e il diametro standardizzato
globalizzato
pronto alla vendita.
Mi devo ricordare
di raschiare via la bava dal pezzo finito,
al fondo invece
ci posso pensare una volta a casa
mentre sbavo sul catalogo
le curve di quell’auto che resterà per sempre un sogno.
La misura della vite
è ciò che mi equivale quando timbro il cartellino
e fino a quando rimango un affidabile ricambio
Dio non dice niente
e baratta le briciole del suo paradiso
fiscale con il mio diritto allo stipendio.
Questa è la misura della mia vita
di come dimentico ciò che fuori di qui sono
diventando anch’io parte di un prodotto omologato
e sacrificato
su un banco di lavoro prestato ad altare
davanti al quale
la tolleranza non è più una questione di rispetto
ma unicamente una misura
che da tutto mi taglia se di un niente varia.

rsk

Siberia

È uno spigolo di Siberia, la fabbrica
quando riapre
con i suoi discorsi di ferie passate, di sveglie suonate
mai troppo presto
e che ti fanno rimpiangere l’inverno per le strade
mentre tua madre sta sognando tuo padre ancora giovane
di quella giovinezza che le suggerisce l’ora di andare
in cucina, a preparare la colazione
e più tardi
il pranzo per la tua pausa da campione
perché sei ancora il suo campione –
anche se oramai
le mutande te le lavi da solo.
È un campo in Siberia, la fabbrica
con il ferro degli utensili ghiacciato
che ti rimanda ai pini sotto zero
e non appena stringi il primo pezzo in morsa
parallelo senti il gelo mordere la condensa dei tuoi pensieri
e vorresti scoppiasse un incendio in reparto
per scaldarti un poco le brache
e farti qualche goccio in più di ferie
per spendere tutto ciò che della tredicesima in tasca ti rimane.
Quando riapre, in inverno, questa fabbrica
è come la taiga siberiana
e fa un freddo cane, quasi assassino
che io sembro mio nonno partito per il fronte nel ’41
da cui ha fatto ritorno
con l’artico infiltrato nell’eskimo
e con un sacco in spalla pieno di storie tristi
che in confronto questo gelo
ha il calore di un timido inferno.

rsk