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EXTRAVAGANZA

Stamattina il gatto
si è arrampicato sul mio ritardo
voleva entrare in casa
chiedermi un caffè
e domandarmi quale sia il gusto della fretta.
Stamattina il gatto
è sceso dal cornicione con calma
fregandosene dell’alba
e mi ha chiesto qualche monetina
per il distributore delle bibite.
Quindi avido del suo guadagno
si è acceso una sigaretta e se n’è andato
mostrandomi con tutta la sua eleganza
la superiorità di chi ha il culo libero.

Darsena

Io, solo io
sistema di un solitario pianeta
– ombelico –
giro intorno alla mia orbita, una bottiglia.
Nasco da qui,
come un vetro lasciato amoreggiare
con la schiuma di Milano, nel suo mare.

E’ mezzanotte, sento i denti battere.
Sull’orlo del bavero
il tram è in ritardo,
è come una lamiera che mi scava nel centro
con un altro accento, straniero.
Intanto
scrivo a te i miei versi d’amore che presto
finiranno nel gelo lieve
di un altro bicchiere stretto nella mano.
Mi perdo nel mio angolo, distratto
da una foresta di cemento
da quel liquido ribattezzato pensiero.

E’ mezzanotte e un minuto,
e nevica.
Forse è cenere di me
o, forse, di te che non ci sei.

rsk

Zucchero & Catastrofi

Nella tazza del latte
lo zucchero fa marcire i denti
proprio come le bugie di Natale.
Ho messo le pantofole della domenica
e scostato la tendina
per fare entrare qualche raggio in più
nella mia atmosfera.
Ho raccolto due chicchi di neve dalla strada
per farne un distillato trasparente
da appendere al mio collo
per vedermi attraverso.
Ho scarabocchiato una poesia sulla corteccia del tempo
sulle foglie migrate al primo inverno
e mi sono seduto sui gradini freddi
davanti a casa
e ho sentito il profumo del mare
non appena la tua mano calda
ha toccato me.
Soffici pugnali
da chiare nuvole scendono
congelano alture di sogni.
Accendo lanterne
e un camino di sostanze
nell’istante in cui io scelgo te.
Dammi la catastrofe
per cui valga la pena vivere
alla distanza di un respiro.
La chiameremo amore.

rsk

(da SIGARETTE – Venti Poesie Per Smettere Domani)

Elettroshock

Le giornate corrono
i telegiornali offendono
la lingua dell’intelligenza.
Ignorando felice non mi informo.
Mani strette sulla vanità degli sprechi
simili a correnti elettroshock
tra gli spifferi dei miei spettri.
Vivo avvolto nell’isolante.
Vesto volgare di antichi lumi
mentre in bagno il rubinetto di continuo sgocciola
imprecando contro la mia vita.
Parlami
di ascensori che funzionano fino al penultimo piano
di cadute dalle scale
che percuotono la carne della creazione, dirette
come un cazzo che ruba il fiato.
Se non mi vuoi
lascialo fare ai silenzi,
se mi ami
alle tue dita che si intrecciano nei miei capelli
poi, fedele come una cagna, aspettami fuori dalla porta.
Io sarò il tuo poeta.

rsk

da SIGARETTE – Venti Poesie Per Smettere Domani

Nonostante

Nonostante il caos di lamette per la barba al mattino appena sveglio
e i tram che come rasoiate
lisciano la strada verso il mercato delle ore
nonostante i discorsi da bar
le birre scese fresche ad affogare la noia
l’impresa di fare finta di niente mentre il mondo va a rotoli…
Nonostante il sabato sera la sua libertà concessa
e la partita della domenica
vista da un televisore che schiamazza
nonostante la presa in giro dello strano
la vanità seduta sul divano con i piedi nudi sul tavolino
nonostante il camino acceso
per dimenticare il freddo tra noi persone
e quel compromesso di porgere il retro
con lo scopo di un altro guadagno…
Nonostante tutto ciò
quello che importa a me
è prendere una nave di coltelli
e solcare le tue arterie
mentre nella tua bocca muoio.

rsk

(da SIGARETTE – Venti Poesie Per Smettere Domani)