Barba & Capelli

Mi sono rasato la barba
per avere un volto nuovo
ma i fantasmi
hanno sempre il solito aspetto.
Ho provato un taglio di capelli diverso
ma da secoli
mi pettina il vento.
Sono uscito di casa presto
e ho sporcato i muri dormendo,
che la vita è un po’ come il caffè
ti sporca i baffi con lo stesso aroma
ma per far sì che abbia un altro sapore
va bruciata.
Ho scritto queste parole
per il pelo dei cani
per il mutare delle stagioni.
Agli umani non scrivo più niente:
promettono i soliti cambiamenti
ma rimangono sempre negli stessi sbadigli.

rsk

L’Albero Della Luce

Senza scarpe su punte di veleno
guardo in alto
non vedo
sto tremando in una valle di buio
e non sento nessuno che mi chiama.
La testa aperta ad ogni tentazione
è una superficie bianca
e il mio tremare è il nero che la sporca…
Desiderio di separazione dalla terra
lasciarmi fluire nell’ energia che dall’erba mi trapassa
evitando di spingermi nello stomaco
il male che mi circonda.
Ingoio la mia povertà
la lascio crescere e respirare nelle radici
così muore il mio respiro
e insisto senza scopo nell’ affanno.

Ho bisogno di luce
del bagliore dell’oro che non possiedo
e vivere la vita come viene
assaporando sia il male che il bene

Cerco il mio centro
senza porre limiti al mio benessere.

rsk

Sulla Pelle Del Mare

Non si poteva parlare.
Il silenzio era troppo bello…
Chiuso nella gelida luna
nudo di ogni inutile seta
ti ascoltavo respirare
cortese
su di me.
Prima le tue mani
e ora tra le mani
mi rimane solo un cumulo di ortiche
rivivere il sole d’inverno
fiorato appena quella notte con te
per spiegare la vela e lasciare un solco
sulla pelle del mare.

Si apre una fessura di binari
e tu
come una rosa di pallido sole
scavalchi nebbie stanche
su e giù
ed infliggi ai miei occhi
infinite spine d’amore.
Io terremoto
bacio le radici della bellezza tua viva
divento un pugno aperto
cenere dispersa ad ogni fremito
e tra le tue gambe
mi sento corrotto
arretro
poi ti incorono mia Dea.
Ma tu mi pungi con aculei di sadico piacere
mentre io che da te vorrei essere morso
per rendermi eterno schiavo
ti prego…
infetta il mio colore
affonda i denti nel mio midollo.
Così mi entri nel corpo
mi rapisci l’anima
e dentro folli vortici mi esalti.
Ahimè! Non mi resta che farmi trattare
come uno scrivano al soldo di un cuore sordo
per riuscire a camminare dritto
senza catene che mi spingono in basso.

rsk, 2006.