Libri Con Le Ali

Parole che
si incrociano tra loro, nell’oro
il petto si sbottona in un bersaglio.
Le mani tue
mi donano vigore, la siccità
che asciuga la passione.
Ti porto là, tu guarderai le stelle
tra le mie costole, dove custodisco le tue calze.
Amore che
amore mio di nylon
dai, vieni qui
con il tuo sale sporcami.
Guarda cosa mi hai fatto, amore
osserva cosa sono diventato, padre.
Anch’io ho i miei piccioni per la testa
…e ci mischiamo insieme!
Noi siamo lunghe strade biforcate
dietro le curve in posizioni cieche
come dei libri con le ali aperte…

rsk

Pane Al Pane

Si, sfogliami come pane
non prima però
di vederti diventare
mano della sera che affonda
in un barattolo di marmellata,
non prima, certo
di esserti sporcata la maglietta
di almeno tre taglie più larga.

Che tu sia pane
per immergerti nelle mie pene
nei dolori delle cartilagini
esauste, per sfamarmi dopo
il passo gigante delle giornate.

rsk

Bianco Sporco

Finiti gli studi
un lavoro tramite agenzia interinale
contratto determinato
otto ore su due turni in una ditta chimica
io, da giovane neo diplomato
a numero sul cartellino stampato.
Venne poi il tempo dell’artigianato,
martelletto e squadretta per raddrizzare alette
di scambiatori di calore in rame
sul banco prova liscio, di olio ricoperto
per evitare che arrugginisse, poi
la giostra per saldare e la piegatrice
su cui si frantumavano i miei coglioni.
Finì con il mio saluto e il servizio civile in Croce Bianca
e mio zio allora presidente ad aspettarmi alla porta
per le solite raccomandazioni.
In quei mesi
vecchietti da portare avanti e indietro
i ricoverati e i dializzati
e poi ancora i traumatizzati
gli incidenti per strada
gli infarti in casa
i suicidi della fame e del niente.
Finita quella da molti chiamata pseudo vacanza
pagata l’ultima retta che mi spettava,
il lavoro in fabbrica
gli sbuffi di una cremagliera
a sussurrarmi dolcezze fino a sera,
il primo stipendio da lavoratore fisso
e le prime dita schiacciate dentro un mandrino.
Passa qualche mese, cambiare di nuovo lavoro
per avvicinarmi a casa
per impegnare le ore una volta dedicate al viaggio
allo straordinario, che in ditta c’è sempre bisogno.
Infine, scoprire per ultimo il poeta operaio,
e vedere arcobaleni nel bianco più sporco.

rsk

Dormo con te sul cuscino
ed è come averti accanto.
Poi allo scioglimento dei lampioni mi sveglio
come ghiaccio nel malto.
E il giorno che cresce
è figlio nostro,
cammina sul marciapiede
e sfida le buche della strada.
Si ferma nei bar
si perde nelle prime pagine che parlano di sport
e nelle ventiquattrore di chi va di fretta
perché la metropolitana non aspetta.
Il giorno che cresce
ha il battito che gli diamo noi amanti
indossa le nostre scarpe
e porta in tasca mille promesse,
ha il frumento dei tuoi capelli
e mi accompagna nella gola
ogni volta che io brindo a te.

rsk

Di Città In Città

Di città in città si dice
che il traffico si fermi negli occhi
degli innamorati che si guardano
fissi, sui marciapiedi e sul pavé
in corso, lontani dai semafori che colpiscono
i fianchi dei clacson.
È in quel preciso momento
che sotto una pensilina, di fronte a una vetrina
oppure al tavolino di un bar in centro,
gli occhi altrui si fanno silenziosi, indiscreti
e tutto quanto rallenta
ogni essere si volta
e le nuvole cadono, gli uccelli sui parabrezza sbattono,
la grandine rinfresca
i campetti di calcio ubriachi di menta
e chi rientra dallo shopping a mani vuote
ma con le mele nella borsa della spesa.

Di città in città si dice
che succeda proprio questo finimondo
ogni volta che a guardarci siamo io e te.