Darsena

Io, solo io
sistema di un solitario pianeta
– ombelico –
giro intorno alla mia orbita, una bottiglia.
Nasco da qui,
come un vetro lasciato amoreggiare
con la schiuma di Milano, nel suo mare.

E’ mezzanotte, sento i denti battere.
Sull’orlo del bavero
il tram è in ritardo,
è come una lamiera che mi scava nel centro
con un altro accento, straniero.
Intanto
scrivo a te i miei versi d’amore che presto
finiranno nel gelo lieve
di un altro bicchiere stretto nella mano.
Mi perdo nel mio angolo, distratto
da una foresta di cemento
da quel liquido ribattezzato pensiero.

E’ mezzanotte e un minuto,
e nevica.
Forse è cenere di me
o, forse, di te che non ci sei.

rsk

Rotaie

Potremmo essere rette parallele, binari
noi due
e partire da Centrale
per toccarci solamente là, in fondo
dove l’orizzonte si nasconde lontano dalla skyline di Milano.
Potremmo essere treni solitari
in corsa, senza scontrarsi mai
perché viaggiamo comodi
perché non ci vogliamo vittime di furie omicide
e perché odiamo il rumore degli zaini
lasciati oltre la linea gialla, incustoditi.
Potremmo essere cavi elettrici, noi due
cavi l’uno dell’altra,
e dirigerci guardarci e alimentarci
tra arterie di asfalto…
Ma invece siamo carne da estinzione
alle carrozze che si tengono per mano unicamente simili
e ci urtiamo
e ci uniamo
come pendolari di tratte segrete
e di metallo
abbiamo soltanto la zip che abbassiamo
per staccarci da tutto questo.

rsk