Metallo Duro

Vieni
vienimi a trovare
tra punte di metallo duro che mi forano il petto
tra il refrigerante che schizza
come pioggia opaca contro un vetro.
Azzera il ciclo del filetto
– ripetizione su ripetizione –
stacca la batteria del muletto
stanco, chiudi il portone e ammazza l’aria
sigilla le ventole che aspirano la noia.
Vieni a bruciare
i calli del truciolo affilato
e i tagli che al mattino mi hanno stregato
come se fossero rughe di una vecchia strega.
Tra lamiere accartocciate
fragili e deformate, come simil oro piegate
poni lo spessore dei tuoi polpastrelli. Accudiscimi.
Scaglia a terra i miei vestiti
mostrami il verme, il suo fabbricarsi le proprie corone
dentro un cassone di ruggine da smaltire.
Vieni
vienimi a salvare
con la tua valigetta da rappresentante
con occhiali protettivi di plastica trasparente.
Porta con te
tre punte di metallo duro.
Trafiggi i miei palmi. Rendimi uomo.

rsk

La Misura Della Vite

La punta che fora
se non ben affilata, sforza
si rompe
pregiudica la misura.
L’inserto con il tagliente danneggiato
va cambiato
altrimenti potrebbe compromettere
la qualità della finitura
e il diametro standardizzato
globalizzato
pronto alla vendita.
Mi devo ricordare
di raschiare via la bava dal pezzo finito,
al fondo invece
ci posso pensare una volta a casa
mentre sbavo sul catalogo
le curve di quell’auto che resterà per sempre un sogno.
La misura della vite
è ciò che mi equivale quando timbro il cartellino
e fino a quando rimango un affidabile ricambio
Dio non dice niente
e baratta le briciole del suo paradiso
fiscale con il mio diritto allo stipendio.
Questa è la misura della mia vita
di come dimentico ciò che fuori di qui sono
diventando anch’io parte di un prodotto omologato
e sacrificato
su un banco di lavoro prestato ad altare
davanti al quale
la tolleranza non è più una questione di rispetto
ma unicamente una misura
che da tutto mi taglia se di un niente varia.

rsk