Alla fine quel che conta è
la trasparenza con cui tu guardi me
non come poeta ma come operaio,
un operaio che rincasa
con i piedi sformati dalle antinfortunistiche
con i calli che rendono il passo zoppo
e la salopette che porta sulla pettorina
il marchio dell’azienda.
Se mi incontri per strada
con questi sponsor di sventura
non chiamarmi
e non farmi cenno di amicizia,
non stringere il pugno e non batterlo sul petto,
non fare finta di non sentire l’odore
del lubrificante
e del supplizio di avere calcestruzzo come cielo.
Non credermi eroe di inchiostro e di scalpello,
io sono quello
che con il nome dei pianeti non spartisce
né camicie né jeans alla moda,
che non calza scarpe di cuoio
dalle sei del mattino alle sette di sera.
Io sono
il residuo di lavoro nella maglia
che ti sfrega la pelle
che ti punge come un’ape
che ti sveglia quando ti pizzica rovente.
Alla fine quel che conta è
che tu legga questa poesia scritta sulla mia schiena dritta
senza dire di me
che sono poeta.

rsk

Le lancette dell’orologio appeso
con il loro incessante ruotare di tacchi
scendono gradini
aprono crateri
e sono causa infausta
dell’emicrania di tutte le nostre menti.
Il risveglio dalle crepe del sonno,
liturgia che a me porta
la manipolazione di assi cartesiani,
incespica innanzi allo specchio dove
la mia barba è troppo lunga
e il rasoio troppo stanco, dove
ci vorrebbe tutta l’energia
di una centrale termonucleare
per potermi radere
e poter radere al suolo la convinzione
che la poesia possa salvare il mondo – al massimo
potrebbe salvarmi la giornata
quando è palese il flop
del mio abito più bello.
Per salvare il mondo, questo globo
simile a una pera marcia, ci vorrebbe:
un’esplosione atomica
un’arma di distruzione di massa
una nuova formula chimica
oppure che tu mi tradisca.
Lo aiuterei io questo mondo – volentieri
fabbricando al tornio
miliardi di filetti difettosi ed esplosivi, in grado
di far esplodere le tubazioni delle case
di tutti i poeti miei colleghi.
Perché la loro poesia non lo salverà
ne lo potrà cambiare
giacché in guerra è con se stessa
e io stamattina voglio rivedere il mio viso pulito
e scacciare la pigrizia
da questo rasoio elettrico.
Che la poesia un giorno
possa redimere ogni faccione tondo
è la più grossa delle cazzate!
La poesia non salverà il mondo,
non ci saranno eroi poetici
e non nasceranno nemmeno salvatori in versi,
non basteranno fiaccolate
e reading collettivi,
neanche poemi scritti a tema salvazione
e rime digitali in formato pdf.
La salvezza in verità
é tutta racchiusa in un pelo che
a seconda di dove sia cresciuto
può essere masturbato oppure strappato/rasato.

rsk

Il ciclo produzione è cosa molto semplice:
a macchina accesa
si mette il grezzo in morsa, si chiude il portellone
si preme il tasto start.

E’ il ciclo della vita
a essere complicato:
si nasce si vive si muore
cercando il perché di un muschio
che porta primavera tra gli scarti del ferro.

Quel truciolo incandescente
che spuntava dal trafilato come da un vaso
ancora me lo ricordo, a perdifiato.
Era ciò che restava di una punta elicoidale
la cui unica colpa fu
di forare nei postumi di un venerdì sera.

Quel sabato mattina fu propizio soltanto
alla potatura di un fiore di metallo.

rsk

Metallo Duro

Vieni
vienimi a trovare
tra punte di metallo duro che mi forano il petto
tra il refrigerante che schizza
come pioggia opaca contro un vetro.
Azzera il ciclo del filetto
– ripetizione su ripetizione –
stacca la batteria del muletto
stanco, chiudi il portone e ammazza l’aria
sigilla le ventole che aspirano la noia.
Vieni a bruciare
i calli del truciolo affilato
e i tagli che al mattino mi hanno stregato
come se fossero rughe di una vecchia strega.
Tra lamiere accartocciate
fragili e deformate, come simil oro piegate
poni lo spessore dei tuoi polpastrelli. Accudiscimi.
Scaglia a terra i miei vestiti
mostrami il verme, il suo fabbricarsi le proprie corone
dentro un cassone di ruggine da smaltire.
Vieni
vienimi a salvare
con la tua valigetta da rappresentante
con occhiali protettivi di plastica trasparente.
Porta con te
tre punte di metallo duro.
Trafiggi i miei palmi. Rendimi uomo.

rsk