fabbrica

Alla fine quel che conta è
la trasparenza con cui tu guardi me
non come poeta ma come operaio,
un operaio che rincasa
con i piedi sformati dalle antinfortunistiche
con i calli che rendono il passo zoppo (altro…)

Le lancette dell’orologio appeso
con il loro incessante ruotare di tacchi
scendono gradini
aprono crateri
e sono causa infausta
dell’emicrania di tutte le nostre menti. (altro…)

Il ciclo produzione è cosa molto semplice:
a macchina accesa
si mette il grezzo in morsa, si chiude il portellone
si preme il tasto start.

(altro…)

 

Quel truciolo incandescente
che spuntava dal trafilato come da un vaso
ancora me lo ricordo, a perdifiato.
Era ciò che restava di una punta elicoidale
la cui unica colpa fu
di forare nei postumi di un venerdì sera.

Quel sabato mattina fu propizio soltanto
alla potatura di un fiore di metallo.

Vieni
vienimi a trovare
tra punte di metallo duro che mi forano il petto
tra il refrigerante che schizza
come pioggia opaca contro un vetro.
Azzera il ciclo del filetto (altro…)

Verranno a prenderci nelle fabbriche,
a strapparci dalle pareti
come peli dal naso
come vacche da macello.
Verranno a prenderci con i manganelli
mentre manifestiamo per un salario più alto, (altro…)

La punta che fora
se non ben affilata, sforza
si rompe
pregiudica la misura.
L’inserto con il tagliente danneggiato
va cambiato (altro…)

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