Inverno Di Rondini

Che ti amo è la verità
dal primo giorno da sconosciuti, già
da allora
dormo e in povertà ti sogno
donarmi giorno e immensità.
Ti rinnego
come un finto cieco fa con la realtà
e inciampo
in contraddizioni se non ti sento
e chiedo al vento
quante volte proverò l’ abbraccio
di quella polvere che imbianca le città.
Dici di sentirmi lontano
ma io non me ne sono andato, mai
ho fatto solo un gioco
un giro su me stesso
sui tram, tra le vetrine e i bar, per svanire…
Ma adesso mi riprendo te
perché
è impossibile morire, qui
ci lega un filo invincibile
un filo che i dubbi sconfigge.
Cullami e ridammi la serenità e poi
saremo solitudini precarietà e desiderio estremo
oppure muoveremo verso l’universo
mentre le rondini sotto zero se ne andranno.
Anche le case desolate hanno
bisogno di un focolare per compagnia, laggiù. Allora
prendi un ago e sfilami parole per poterle riscaldare.
Bruceranno di eternità insieme a noi.

rsk