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Alla Sera

Si addensano i gatti
sotto le mura di arance
del mio paese.
Le saracinesche
come palpebre serrate
stanche, alle preghiere lasciate.

Tra fabbriche dormienti e palazzi
l’eco di una lattina calciata, riflesso
a cucire il ritmo dei vicoli.

rsk

Dormo con te sul cuscino
ed è come averti accanto.
Poi allo scioglimento dei lampioni mi sveglio
come ghiaccio nel malto.
E il giorno che cresce
è figlio nostro,
cammina sul marciapiede
e sfida le buche della strada.
Si ferma nei bar
si perde nelle prime pagine che parlano di sport
e nelle ventiquattrore di chi va di fretta
perché la metropolitana non aspetta.
Il giorno che cresce
ha il battito che gli diamo noi amanti
indossa le nostre scarpe
e porta in tasca mille promesse,
ha il frumento dei tuoi capelli
e mi accompagna nella gola
ogni volta che io brindo a te.

rsk

Di Città In Città

Di città in città si dice
che il traffico si fermi negli occhi
degli innamorati che si guardano
fissi, sui marciapiedi e sul pavé
in corso, lontani dai semafori che colpiscono
i fianchi dei clacson.
È in quel preciso momento
che sotto una pensilina, di fronte a una vetrina
oppure al tavolino di un bar in centro,
gli occhi altrui si fanno silenziosi, indiscreti
e tutto quanto rallenta
ogni essere si volta
e le nuvole cadono, gli uccelli sui parabrezza sbattono,
la grandine rinfresca
i campetti di calcio ubriachi di menta
e chi rientra dallo shopping a mani vuote
ma con le mele nella borsa della spesa.

Di città in città si dice
che succeda proprio questo finimondo
ogni volta che a guardarci siamo io e te.

Inverno Di Rondini

Che ti amo è la verità
dal primo giorno da sconosciuti, già
da allora
dormo e in povertà ti sogno
donarmi giorno e immensità.
Ti rinnego
come un finto cieco fa con la realtà
e inciampo
in contraddizioni se non ti sento
e chiedo al vento
quante volte proverò l’ abbraccio
di quella polvere che imbianca le città.
Dici di sentirmi lontano
ma io non me ne sono andato, mai
ho fatto solo un gioco
un giro su me stesso
sui tram, tra le vetrine e i bar, per svanire…
Ma adesso mi riprendo te
perché
è impossibile morire, qui
ci lega un filo invincibile
un filo che i dubbi sconfigge.
Cullami e ridammi la serenità e poi
saremo solitudini precarietà e desiderio estremo
oppure muoveremo verso l’universo
mentre le rondini sotto zero se ne andranno.
Anche le case desolate hanno
bisogno di un focolare per compagnia, laggiù. Allora
prendi un ago e sfilami parole per poterle riscaldare.
Bruceranno di eternità insieme a noi.

rsk