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Dormo con te sul cuscino
ed è come averti accanto.
Poi allo scioglimento dei lampioni mi sveglio
come ghiaccio nel malto.
E il giorno che cresce
è figlio nostro,
cammina sul marciapiede
e sfida le buche della strada.
Si ferma nei bar
si perde nelle prime pagine che parlano di sport
e nelle ventiquattrore di chi va di fretta
perché la metropolitana non aspetta.
Il giorno che cresce
ha il battito che gli diamo noi amanti
indossa le nostre scarpe
e porta in tasca mille promesse,
ha il frumento dei tuoi capelli
e mi accompagna nella gola
ogni volta che io brindo a te.

rsk

Di Città In Città

Di città in città si dice
che il traffico si fermi negli occhi
degli innamorati che si guardano
fissi, sui marciapiedi e sul pavé
in corso, lontani dai semafori che colpiscono
i fianchi dei clacson.
È in quel preciso momento
che sotto una pensilina, di fronte a una vetrina
oppure al tavolino di un bar in centro,
gli occhi altrui si fanno silenziosi, indiscreti
e tutto quanto rallenta
ogni essere si volta
e le nuvole cadono, gli uccelli sui parabrezza sbattono,
la grandine rinfresca
i campetti di calcio ubriachi di menta
e chi rientra dallo shopping a mani vuote
ma con le mele nella borsa della spesa.

Di città in città si dice
che succeda proprio questo finimondo
ogni volta che a guardarci siamo io e te.

Non ha ali ma vola alta
la scheggia partita dal grezzo
dopo una collisione che sa di terremoto.
Già la vedo
oltrepassare le vibrazioni
luccicare come se fosse lampo
saettare come se fosse ufo,
già la vedo
entrare nel mio occhio
incandescente come l’inferno,
essere causa
di qualsiasi pianto isterico.
Non ha ali ma vola alta
ora con una parabola tonda di atmosfera
ora con una linea retta, parallela
alla linea di taglio
allungando la quota precisa del disegno
congiungendosi alla mia iride
eterna promessa di amore eterno.

rsk

Ho Una Foto Della Tua Schiena

Ho una foto della tua schiena
fatta sul bordo di un pomeriggio,
te lo volevo dire appena
io l’ho scattata, ma tu
non ti sei mai voltata.
Ho una foto del tuo piede
con la punta che poggia per terra,
mentre il collo disegna una curva
da succhiare, da sentire ingrossare
mentre poggio le labbra sulle sue vene.
Te lo volevo dire
che ho una foto di te fatta di nascosto,
così, soltanto perché tu lo sapessi.

rsk

A Te, Che Di Caproni I Versi Vesti

A te, che di Caproni i versi vesti
vorrei dire
il tuo corpo mi tenta
di menta, il porto di Livorno profuma
fa impallidire ancora più la luna
quando passi in bicicletta
nel tuo vestito a fiori stretta, persa
nei colori e nei profumi
delle barche a vela.
In questa serata tersa
io seduto su una panchina, guardo
la tua gonna che svolazza birichina
e penso quale danno
sia congedare il mondo
per correrti incontro e dirti
“non ci conosciamo
ma già io ti amo, in fondo”.
Poi la timidezza mi assale
e mi fa male ogni intento
e rimango qui seduto, solitario
davanti al mare come un lampadario
e leggo qualche passo di Caproni.
Ma in realtà vorrei affogare in un Negroni
sbagliato, vorrei per ogni secondo
un minuto di te a mozzarmi il fiato.

rsk