Rotaie

Potremmo essere rette parallele, binari
noi due
e partire da Centrale
per toccarci solamente là, in fondo
dove l’orizzonte si nasconde lontano dalla skyline di Milano.
Potremmo essere treni solitari
in corsa, senza scontrarsi mai
perché viaggiamo comodi
perché non ci vogliamo vittime di furie omicide
e perché odiamo il rumore degli zaini
lasciati oltre la linea gialla, incustoditi.
Potremmo essere cavi elettrici, noi due
cavi l’uno dell’altra,
e dirigerci guardarci e alimentarci
tra arterie di asfalto…
Ma invece siamo carne da estinzione
alle carrozze che si tengono per mano unicamente simili
e ci urtiamo
e ci uniamo
come pendolari di tratte segrete
e di metallo
abbiamo soltanto la zip che abbassiamo
per staccarci da tutto questo.

rsk

L’Acrobata

Sono un acrobata
un famelico aviatore di visioni
e prima di baciarti
lavo queste mie labbra assurde
mi stringo ai tuoi fianchi
come tu fossi rete
e il tuo corpo si fa confine delle mie forme.
Passargli oltre
è sbiadire nel tuo abbraccio
frantumarmi
ansimando sul tuo letto
senza ruzzolare nel risveglio di uno scendiletto
da cui eruttano le tue origini,
quel labirinto che dalla cima mi strappa.
Se un giorno dovessi scivolare
e scendere giù nel caldo dell’ inverno
il mio amore rimarrebbe
e non seguirebbe più quelle storie di binari inutili
ma i fili del tempo
che hanno trovato in te
la loro ultima redenzione.

rsk

Non Ti Scrivo Poesie D’Amore

Non ti leggo poesie d’amore
soltanto per il fatto che soffro di timidezza latente
perché quando ti annuso
mi si chiude la credenza del petto
e vi succede dentro un finimondo
che scoppiano i barattoli del pianeta tutto.
Si, esplodono le latte
e a fuoriuscire
non è il sugo pronto della vita da single
ne il sale rovesciato che sogghigna maligno,
quello che fuoriesce
è un filo di parole lucide di marzapane che
credimi, io vedrei bene a farti da collana.
Non ti scrivo poesie d’amore, lo so
non l’ho mai fatto
e tu, per favore, non ti arrabbiare per questo
è tutta colpa del metano che costa caro
e io ti voglio – e ti devo – dare una casa e il suo calore all’interno.
Perciò lavoro tanto, troppo
mi ammalo di un lavoro che mi dissangua più del doppio
di una donazione da volontario
e non mi basta mai il tempo
per pensarti scriverti rimarti e baciarti
e come cura averti.
Non farne una mia colpa, ti prego
non farmene una colpa se solamente, una volta a casa,
accendo il gas, esplodo un barattolo
e ti amo.

rsk