Vi presento Doğan, poeta curdo che abita a Milano. Abbiatene cura.

I FIUMI DENTRO DI TE

L’oscurità non ti tocca gli occhi
Una tristezza contraddittoria ti rosicchia dentro
Ti stai creando le indecisioni dai tuoi sospetti
La fatica degli anni
sulle tue spalle
in uno spazio in profondità.
Raffica senza fine,
un trambusto testardo.
Il tuo spirito combattivo balla
Sii te stessa prima di tutto
Soltanto sii te stessa!
Lascia scorrere i fiumi nella tua vita
Cercati le emozioni!
trovati nell’amore!
I sorrisini fioriti sono sulle tue labbra.
Le tue mani toccano dolcemente.
C’è una donna
che crea se stessa ogni volta
C’è una donna combattente
in quel cuore.
Che l’amore è stato creato in te
I tuoi occhi sono l’altro lato della luce
E tutto passerà
Il tuo volto risplenderà al chiaro di luna
Vedrai che i fiumi si uniranno in te

Doğan Akçalı

Lo trovate qui: https://www.facebook.com/dogan.akcali.7

Così scrivevo…

DI NOI POETI

No! Voi non potete pensare di noi poeti
come dei buoni a nulla senza forze
solo perché abbiamo un animo di paglia che brucia
in mezzo a chi si crede un sole.
La nostra forza sta nei muri che solleviamo
nella scelta della strada meno battuta
anche se più scomoda.
Siamo esseri umani
senza sangue schiumante di superbia
vi osserviamo con virtù.
Ridete pure dei nostri stracci
di questa nostra condizione
quando riuniti in piccole feste
ci credete un mondo rovinato
lontano dall’albo dei miseri vincitori.

Di pochi millimetri
è lo spessore della mia pelle.
Appoggiati qui, sulla spalla
lasciati entrare dentro
per seguire vene e pulsazioni,
scivolare tra pancreas e polmoni,
essere parte dell’ombelico.
Scendi giù intorno alla vita,
accarezza le colonne del movimento
e toccami le ginocchia, la loro fragilità.
Chinati sui mie piedi
e bacia la loro fatica,
sii sollievo alla fine del ritorno.
Poi prendi l’arteria, sali di sopra,
fino alla zona più intima,
lecca i miei desideri, ascoltali respirare.
Raggiungi stomaco e cuore,
accarezza le scapole
prendimi alla gola senza lasciarmi deglutire.
Innalzati nel cervello
e scompiglia ogni neurone,
sussurrami negli orecchi le frasi degli angeli.
Infine,
scendi negli occhi, sotto le palpebre
e sii lacrima d’amore,
oceano dove annegare.

rsk