Il Tempo Perso

Sulla porta dell’officina

d’improvviso si ferma l’operaio

la bella giornata l’ha tirato per la giacca

e non appena volta lo sguardo

per osservare il sole

tutto rosso tutto tondo

sorridente nel suo cielo di piombo

fa occhiolino

familiarmente.

Dimmi dunque compagno sole

davvero non ti sembra

che sia un po’ da coglione

regalare una giornata come questa

ad un padrone?

(Jacques Prévert)

(Alba Meccanica, sole su tela, 2019

Roskaccio)

Voglio Di Te

Voglio di te
il peso dell’assenza, la dimenticanza
la perdita di pezzi di vita
nello spostarsi da una camera all’altra.
Voglio di te
il mare, il ruolo della salsedine
i capezzoli turgidi da immortalare
nel riflesso di cartoline pallide,
il gemito dell’ombelico,
la fragilità delle fragole
quando arriva fine agosto.
Voglio di te
la premura della saggezza,
la mano sulla mia spalla mentre dici “aspetta”,
gli occhi frutti di foresta
il muschio sopra file di palazzi
il canto degli uccelli tra i tuoi capelli gialli,
la luce del trattore
che ara il mio corpo disteso,
il cavo del telefono appeso
al muro, in costante contatto.
Voglio di te
tutta la tua vicinanza, voglio
non farne più senza.

rsk

Hanno ricavato un locale mensa
da un vecchio ufficio abbandonato.
Quattro tavoli con le sedie incorporate
in fila per due
sono al centro della stanza; ai lati
due microonde, un cuoci vivande
e un armadio con le ante
scorrevoli, chiuse a chiave.
Come pavimento
linoléum color carta da zucchero
e alle finestre
veneziane di una tonalità poco differente.
Una stufetta elettrica made in China
per compensare lo scarso valore dei termosifoni
fa sentire i suoi sbuffi.
Entra poca luce.
Il profumo rianimato dei cibi precotti
si confonde con le tute di lavoro
lasciate appese agli armadietti dello spogliatoio adiacente.
Sorrido.
A sentire questo odore
mi vedo come un pezzo di insalata
tra i denti di un ingranaggio storto.

rsk

LA NOSTRA CLASSE SEPOLTA. Cronache Poetiche Dai Mondi Del Lavoro

Con grande contentezza vi annuncio che è uscita da poco per Pietre Vive Editore l’antologia LA NOSTRA CLASSE SEPOLTA. Cronache Poetiche Dai Mondi Del Lavoro, progetto al quale ho aderito con particolare entusiasmo.

L’antologia, curata da Valeria Raimondi, come ben si intuisce dal titolo ha come tematica il mondo del lavoro, un mondo che con le sue dinamiche si può definire come una sorta di specchio della società.

Un’anteprima editoriale del libro la si può trovare sul sito AtelierPoesia; cliccando qui si viene indirizzati direttamente all’articolo.

Grazie.

Café Trieste

almerighi

ci vediamo domani
solita ora, solito posto
per contare feriti e morti
a scontare la verità dell’Essere
a dire non so

Café Trieste, tavolini pieni,
stipato di vedove,
gravidanze isteriche e madri
i cui figli non tornano più,
porta i libri

prenderemo il solito caffé:
tu orzo, io ginseng,
non siamo avanguardia
ma ferite e lesioni
per altri

il passato, buco nero,
ha qualcosa di sconosciuto
tutto il dimenticabile
torna a esserlo,
re e regine senza gloria

ci vediamo domani,
dopo aver tardato all’eccesso
la sveglia, niente
vale la pena di un risveglio
tutto vale una primavera

e una canzone nuova,
metti un disco e riprenditi
il mio cuore infranto

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