Cappelletti In Love

Sai,
volevo preparare dei cappelletti
magari al ragù
ma non sono nato cuoco
non so nemmeno accendere un fuoco
e allora come pasta ho scelto te.
Volevo mangiare cappelletti
ma sono povero e senza denti
e al supermercato non ci vado
– non li compro –
perché non ho voglia di piangere.
Quindi
ti farei a pezzetti
farei di te mille cappelletti
– in padella crudi al forno –
per ingozzarmi ad ogni ora del giorno
con sopra una spruzzata di parmigiano
che sembra abbia nevicato.
Sai,
avevo voglia dei tuoi cappelletti
magari conditi con un po’ di besciamella
per fare poi una rima stupida
per dirti quanto sei bella.
Te l’ho già detto
non sono nato cuoco, non ho nessuna ricetta segreta
perciò
ti scrivo soltanto questa poesia diletta
per riempirti la pancia
con il sapore del mio nome.

rsk

*poesia scritta per l’Angelico Certame/V a Parma

Lusireoula

Una cascata scivola
da spalle di roccia umida e muschio rovente
come capelli di donna
e lampi di rugiada e nebbia.
I fianchi dei monti sono fianchi di fanciulla
e le catene innevate
vette di seni
da cui le nuvole si allattano.
Dall’ ombra di un abete
entro in questo miracolo
come una piccola lucciola infuocata
e immagino il mondo al contrario, capovolto
alberi con radici
che spuntano dal cielo
e altre lucciole
che mi volano intorno e sulle mie ali si posano.
Apro gli occhi
con me si svegliano i fiori
l’ aria è una carezza che liscia i prati
e per un istante io sono niente e splendore
al centro di questo microcosmo.

rsk

Quintessenza

I tuoi occhi non sanno
di falene che se ne vanno dentro altri occhi, ardenti
come ghiaccio non si spengono
in posacenere d’acqua e argento.
Le tue menti ricordano
esplosioni e disarmo, si diramano
fino a dove nasce il bel canto
e i tuoi palmi – splendidi – non stringono ne incatenano
ma tremano.
Vibrando, ardono e poi incendiano.
Il tuo volto
è una linea oltreoceano,
la quintessenza della bellezza,
e i tuoi seni ne immettono la forza.
Chi li canta
non ti sa davvero cantare
perché non c’è uomo in grado
di scardinare la gloria di chi ti ha creato.

rsk

*poesia tratta dall’EP Opera

Mi Piace Avere La Bocca Piena Di Te

Mi piace avere la bocca piena
di cibo
di speranze
di te
mi piace avere tra i denti
la tua carne
i tuoi seni
e lasciarmi alle spalle
una settimana passata lontano
sapendo che al lunedì
la lontananza ricomincia.
Mi piace flirtare con i tuoi umori
e mangiarne i sapori
avere parole sempre profumate
dentro ai vasi che ti regalo.
Mi piace scrivere poesie d’amore
ai capelli che lasci sui vestiti
al tovagliolo che usi
e quando non ti abbraccio
perché non sono capace di morire…
Ho fame delle tue mattine
e mi piace avere la bocca piena di te
perché ahimè
il mio piatto è sempre vuoto.

rsk

Let The Flowers Fall

#1
Ho mangiato un fiore.
Aveva il sapore della tua umidità
e del sottobosco da cui provengo bambino.

#2
E se non te l’avessi ancora detto
sappi che le piantine sul balcone le annaffio spesso,
quasi ogni giorno.
Vorrei che ridessero al tuo ritorno.

#3
Mi mangio una rosa
e ti lascio le spine.
Per la tua gola.
Poi giro le specchio
e tu sorridi.

rsk