Ininterrottamente

Sfuggirò le deviazioni
per arrivarti dritto al cuore
rubare i frammenti
del tempo senza te.
Ti regalerò un batticuore
poi ti porterò in cima all’amore
dove prende il via l’emozione
ed urlerò al mondo che io
sarò sempre
e ti curerò
ininterrottamente.
Canterò il tuo nome che da solo basta
a inondare questa mia voce vuota
tra le mie braccia sai c’è la tua casa
un riparo caldo ti darà.
Lì ti guarirò
dai capricci del mare di fine Settembre
dal resto della gente.
Illuminerò il buio del presente
e ti amerò
ininterrottamente.

rsk

Imparami

Non c’è manuale di istruzioni.
Ogni parola scarna
cela dietro di sé romanzi
forme di scheletri
figure numerate
e l’assemblaggio del desiderio.
Ci sono pagine da scarabocchiare
disegni infantili
che in realtà sono quadri pazzeschi di bellezza.
C’è spazio
il mio respiro fiacco
sul margine della sera.
Concedimi tu
di raggiungere la pace
curare ogni stento tra tempie e seno
e prima che io muoia
lasciami scrivere su un vetro la mia storia.
Poi imparami.

(da SIGARETTE – Venti Poesie Per Smettere Domani)

La Solita Storia

È di nuovo mattina.
Il sole piega già le sagome
di lamine e cemento,
la sua luce penetra dalle persiane
labile, quasi timida.
Tu ti svegli con calma
spalanchi le finestre per far entrare nuova aria,
fai colazione con biscotti caffè e marmellata.
Ti lavi denti e faccia, e scalza
giri per casa. Accendi la radio
ascolti un po’ di musica,
esci in giardino a stiracchiare
ogni angolo di te
che ancora riposa. Il cane ti saluta.
Senti cosa hanno da dirti le piantine
quando restano sole
e nessuno le bagna,
telefoni a tua madre per chiederle
la ricetta della sua famosa lasagna.
Pensi alle prossime vacanze,
a quali magliette nella valigia mettere,
raccogli dal pavimento i miei sogni
che a quest’ora oramai saranno svaniti.
Metti il ragù sul fuoco, aggiungi il sale
alla lista della spesa
rileggi la poesia che ti ho cucito
addosso, sul fienile della sera.
La impari a memoria
intanto che
ogni raccordo uscito dal tornio
si porta via con sé
un po’ della mia storia.

rsk

Alla Sera

Si addensano i gatti
sotto le mura di arance
del mio paese.
Le saracinesche
come palpebre serrate
stanche, alle preghiere lasciate.

Tra fabbriche dormienti e palazzi
l’eco di una lattina calciata, riflesso
a cucire il ritmo dei vicoli.

rsk

Il Giorno In Cui Mi Hanno Detto

Il giorno in cui mi hanno detto
che eri bella nel vestito tuo più bello
ho fatto le scale di corsa
e sono sceso giù, sul dorso della folla
per cercarti con tutta la mia eleganza,
con tutta la mia forza.
Avevo nelle braccia l’intera potenza
di milioni di ponti levatoi,
e i miei muscoli erano pistoni potenti
e i nervi cavi d’acciaio di un altro pianeta.
Come un squalo che sente il sangue
scansavo le genti e ribaltavo le loro macchine.
Il giorno in cui mi hanno detto
che eri sola nel buio più lontano
ho fatto le scale di fretta
e sono salito su qualsiasi pineta,
mi sono arrampicato in cima a ogni cosa
e sui lampioni ho sradicato nidi di uccelli e di ragni
per rubare idee e kilowattora.
Allora le mie mani si sono fatte fornace
e dagli occhi mi uscivano fiamme roventi
e qualsiasi oggetto si incendiava al mio sguardo,
tutto intorno era un grande incendio
e bruciava quel nero attorno al vestito tuo più bello
e bruciavano e si incenerivano tutte le distanze.
Il giorno in cui mi hanno detto
che eri bella lì al mio fianco
mi sono sorpreso a mezz’aria, sdraiato su un lato
sulla linea di confine tra la melma e il sogno
dove tu mi hai portato
dove noi tuttora ci teniamo sottobraccio .

rsk