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Una poesia di… AGOTA KRISTOF

Chiodi

Sopra le case e la vita
nebbia grigia lieve
con le foglie a venire
degli alberi nei miei occhi
aspettavo l’estate
più di tutto
dell’estate amavo la polvere la bianca
calda polvere
insetti e rane vi morivano soffocati
se non cadeva la pioggia
per settimane
un prato e piume viola sul prato
crescono
gli uccelli il collo dei pozzi
il vento stende sotto una sega
chiodi
puntuti e smussati
chiudono porte montano grate
tutt’attorno sulle finestre
così si edificano gli anni così si edifica
la morte

Agota Kristof

Una poesia di…

Di Mango non conoscevo la produzione poetica finché un giorno, per caso, trovai tra gli scaffali di una libreria il suo libro postumo di poesie.

Ne posto qualcuna qui insieme al video di Mediterraneo, una delle sue canzoni che più preferisco

Le tue parole son abiti da sposa

Le parole tue son abiti da sposa
e le virgole veli appoggiati al sagrato.
Sponde di labbra
a proteggere un senso di perduto.
Come labbra nasci dal pianto
e nel pianto i pensieri scomponi.
Severo sepolcro della fissità di sguardo
di statue già morte tra il tempo e la vita,
linee d’orizzonte abbassate
e cancelli possenti
trascurasti d’amore, un minuto per me?
Sapendomi affollato di bianco e di scuro,
come il coraggio,
che non viene mai prima della paura
e l’assenza mai dopo un consiglio,
trascurasti d’amore, un minuto per me?
Tu parli, parli, atlantica, autentica eugènia.
Tu parli e profumi di fiore seccato,
di pietre spaccate dal sole di Camerota,
canto delle sirene più accorte.
Tu parli, parli, epinìcio ed epìstasi
ma i dubbi rimangono sulle mie ginocchia
e le parole tue son abiti da sposa
e le virgole veli appoggiati al sagrato.

***

Chiedimi scusa se t’amo

Il mio pianto non arriva ai tuoi occhi, 
allora chiedimi scusa se t’amo 
mentre pieghi le orecchie alla notte 
e non vedi che la notte appartiene alle braccia. 
E’ scontato che esistiamo 
così come è scontato che esiste la neve 
e la rabbia nel corpo 
e l’esempio del cielo 
e tu, che sei l’acqua al risveglio 
e l’alito del mondo, 
insisti sull’attimo perso 
e non vedi il millennio di fronte. 
Germoglia l’istinto 
intanto che nasce l’orgoglio dei sensi. 
Il mio pianto non arriva ai tuoi occhi, 
allora chiedimi scusa se t’amo, 
perché viviamo lungo le pareti del tempo 
con un effetto combinato. 
E’ come se le stagioni durassero pochi minuti 
ed io non voglio che abbracciare il presente, 
tracciarlo in me come percorso più intimo. 
Hai scelto tu di scivolare sulle mie formiche, 
senza chiedere s’io stesso son formica 
o cronaca d’un affetto. 
Crocevia d’un lampo indeciso, 
prova a salvarmi dalle attitudini 
e dalle gocce di luna. 
Prova a giudicarmi d’amore, 
non di nebbia selvatica. 
Chiedimi scusa se t’amo, 
intrattienimi l’anima 
intanto che fuggo tra i vicoli del gioco 
e tu sei già storia nella mia storia. 

Una poesia di… PIERO TANCA

CALME

Calme
aperte a cammini divisi
e sonni mai sopiti
le brezze annodate
abbracciano abeti
avidi di mare
Le rotte incerte
si perdono meste
Le spire d’incenso non hanno
bocche odorose
Tutto è pianura
là dove
levata al cielo
l’adunanza dei guitti
lascia cenere grigia
Dispersa al vento non cade
Scompare
ma figlia silenzi
con gesti ampi a semisfera
ed incipit tremolo di tromba

Piero Tanca

Una poesia di… PAUL CELAN

FUGA DI MORTE

Nero latte dell’alba lo beviamo la sera
lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo di notte
beviamo e beviamo
scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli d’oro Margarete
lo scrive ed esce dinanzi a casa e brillano le stelle e fischia ai suoi mastini
fischia ai suoi ebrei fa scavare una tomba nella terra
ci comanda ora suonate alla danza

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al mattino e a mezzogiorno ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli d’oro Margarete
I tuoi capelli di cenere Sulamith scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti

Lui grida vangate più a fondo il terreno e voi e voi cantate e suonate
impugna il ferro alla cintura lo brandisce i suoi occhi sono azzurri
spingete più a fondo le vanghe voi e voi continuate a suonare alla danza

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno e al mattino ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith lui gioca con i serpenti
Lui grida suonate più dolce la morte la morte è un maestro tedesco
lui grida suonate più cupo i violini e salirete come fumo nell’aria
e avrete una tomba nelle nubi là non si giace stretti

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno la morte è un maestro tedesco
ti beviamo la sera e la mattina e beviamo e beviamo
la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro
ti colpisce con palla di piombo ti colpisce preciso
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
aizza i suoi mastini contro di noi ci regala una tomba nell’aria
gioca con i serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco

i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith