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Una poesia di…

Marwan è un altro caso di cantautore che eccelle nell’arte poetica. Anche lui, come la maggior parte delle ultime sorprese letterarie che ho avuto, l’ho scoperto per caso mentre spulciavo gli scaffali di una libreria.

Giusto due nozioni su di lui, tratte dalla quarta del suo secondo libro di poesie, Tutti I Miei Futuri Sono Con Te:
Marwan, nato da padre palestinese e madre spagnola, è un cantautore di straordinario successo, pur non essendo rappresentato da grandi etichette discografiche. Il segreto è la capacità di instaurare un contatto intimo con chi lo ascolta. Ed è questo che giustifica il successo delle sue raccolte di poesie.

IL POETA

Il poeta è un terrorista,
mette bombe nelle menti compiacenti,
nella coscienza sporca degli statisti.
Le parole sono la mitraglia,
le sue vittime i sensi,
che mai escono intatti
quando arriva il detonatore di una metafora
o riempie di polvere da sparo un sonetto.

I danni collaterali
sono quegli uomini
che non sanno godere della bellezza,
in questo ordine:
sindaci, burocrati, banchieri,
macisti, mercenari del sistema,
ricattatori, guardie, truffatori,
corrotti, trafficanti.

Procedi quindi con attenzione
quando ti avvicini a un libro
o quando passi per la sezione poesia
di qualche grande magazzino,
ché la poesia è un’arma carica di futuro
e i poeti i sicari al soldo dell’amore.

***

ANCHE SE PER POCO

Io salivo le scale del suo corpo
lei si lanciava dal mio abisso.
Eravamo una bella coppia.
Ci incontravamo sempre a metà strada
tra la sua caduta e la mia risalita
ed era lo stesso, che salissimo o scendessimo.
L’importante è che in qualche punto,
anche se per poco,
io e lei ci incontrassimo.
Questo è la poesia.

***

PERCHÉ

È semplice.

perché se non è lei non è nessun altra.
Perché solo lei mi fa partitura,
mi trasforma in musica,
mi fa accordo, rullo di tamburi, tromba,
solo lei ci fa canzone.

Perché quando torna dal lavoro
la vita si mette al pianoforte
e suona un pezzo di Sinatra.

Per questo amo lei,
perché tutti i suoi semafori sono verdi
e questo è molto per uno
che ha visto trascorrere la sua vita col rosso.

Una poesia di… AGOTA KRISTOF

Chiodi

Sopra le case e la vita
nebbia grigia lieve
con le foglie a venire
degli alberi nei miei occhi
aspettavo l’estate
più di tutto
dell’estate amavo la polvere la bianca
calda polvere
insetti e rane vi morivano soffocati
se non cadeva la pioggia
per settimane
un prato e piume viola sul prato
crescono
gli uccelli il collo dei pozzi
il vento stende sotto una sega
chiodi
puntuti e smussati
chiudono porte montano grate
tutt’attorno sulle finestre
così si edificano gli anni così si edifica
la morte

Agota Kristof

Una poesia di…

Di Mango non conoscevo la produzione poetica finché un giorno, per caso, trovai tra gli scaffali di una libreria il suo libro postumo di poesie.

Ne posto qualcuna qui insieme al video di Mediterraneo, una delle sue canzoni che più preferisco

Le tue parole son abiti da sposa

Le parole tue son abiti da sposa
e le virgole veli appoggiati al sagrato.
Sponde di labbra
a proteggere un senso di perduto.
Come labbra nasci dal pianto
e nel pianto i pensieri scomponi.
Severo sepolcro della fissità di sguardo
di statue già morte tra il tempo e la vita,
linee d’orizzonte abbassate
e cancelli possenti
trascurasti d’amore, un minuto per me?
Sapendomi affollato di bianco e di scuro,
come il coraggio,
che non viene mai prima della paura
e l’assenza mai dopo un consiglio,
trascurasti d’amore, un minuto per me?
Tu parli, parli, atlantica, autentica eugènia.
Tu parli e profumi di fiore seccato,
di pietre spaccate dal sole di Camerota,
canto delle sirene più accorte.
Tu parli, parli, epinìcio ed epìstasi
ma i dubbi rimangono sulle mie ginocchia
e le parole tue son abiti da sposa
e le virgole veli appoggiati al sagrato.

***

Chiedimi scusa se t’amo

Il mio pianto non arriva ai tuoi occhi, 
allora chiedimi scusa se t’amo 
mentre pieghi le orecchie alla notte 
e non vedi che la notte appartiene alle braccia. 
E’ scontato che esistiamo 
così come è scontato che esiste la neve 
e la rabbia nel corpo 
e l’esempio del cielo 
e tu, che sei l’acqua al risveglio 
e l’alito del mondo, 
insisti sull’attimo perso 
e non vedi il millennio di fronte. 
Germoglia l’istinto 
intanto che nasce l’orgoglio dei sensi. 
Il mio pianto non arriva ai tuoi occhi, 
allora chiedimi scusa se t’amo, 
perché viviamo lungo le pareti del tempo 
con un effetto combinato. 
E’ come se le stagioni durassero pochi minuti 
ed io non voglio che abbracciare il presente, 
tracciarlo in me come percorso più intimo. 
Hai scelto tu di scivolare sulle mie formiche, 
senza chiedere s’io stesso son formica 
o cronaca d’un affetto. 
Crocevia d’un lampo indeciso, 
prova a salvarmi dalle attitudini 
e dalle gocce di luna. 
Prova a giudicarmi d’amore, 
non di nebbia selvatica. 
Chiedimi scusa se t’amo, 
intrattienimi l’anima 
intanto che fuggo tra i vicoli del gioco 
e tu sei già storia nella mia storia. 

Una poesia di… PIERO TANCA

CALME

Calme
aperte a cammini divisi
e sonni mai sopiti
le brezze annodate
abbracciano abeti
avidi di mare
Le rotte incerte
si perdono meste
Le spire d’incenso non hanno
bocche odorose
Tutto è pianura
là dove
levata al cielo
l’adunanza dei guitti
lascia cenere grigia
Dispersa al vento non cade
Scompare
ma figlia silenzi
con gesti ampi a semisfera
ed incipit tremolo di tromba

Piero Tanca