Archivi categoria: Una poesia di…

Una poesia di… LUIGI CANNILLO

Vedi, tutto si riduce ad attesa
il superfluo brucerà nella memoria
Restano poche insegne a scorrere
tutto è ieri e sembra solo osso,
poche righe accompagnano
che la gola restituisce all’aria
E così che l’orizzonte viene
a riprenderci, così minimi e arresi
Di fronte un quaderno aperto
continua a cercarti e chiama
dove si nasconde il proprio male
Ripete in ogni pagina mamma
ormai è buio, è ora di tornare

(da Galleria Del Vento, ed. La Vita Felice)

Luigi Cannillo

Una poesia di… MEETEN NASR

Il Corvo

Sfarfallio di penne sull’armadio
in camera da letto. Quante volte
di notte sillabando alla mia immagine
allo specchio insistente mi chiedevo
se il tempo che trascorre, il martellare
dei clacson, dei motori, quel brusio
degli umani fra strepiti e sirene
di ambulanze alla fine per forza
avrebbero prevalso costringendo
noi sulle soglie di tanta nullità.
“Giammai!” gracchiava allora il corvo.

Dunque addio, mio io, nuvola passeggera,
lascia 1’asilo del mio corpo, spenta voce,
sciogliti al far dell’alba, nero abbaglio.

Meeten Nasr

Una poesia di… MARINO L’UOMOCOLCAPPELLO RUGGERI

NAVIGLIO

Scivola l’acqua a scopare altri ponti,
ci passa sotto,
incurante delle bottiglie di vetro spaccate sul fondo.
All’acqua non importa un cazzo di tagliarsi.
Nasconde le verità
dell’ultimo bacio dato al mozzicone di sigaretta
che gli è appena caduto sul dorso del corso.
Madre gravida di segreti.
L’acqua ingoia tutto,
anche gli sputi dei passanti,
li sciacqua, li riforma e li detiene.
Ha la lingua lunga ma non si ferma in pettegolezzi.
Impreca da sotto, silenziosa e quieta.
L’acqua del Naviglio arriverà pure da qualche parte.
Ma in fondo, al Naviglio,
non gliene importa un cazzo.

Marino L’Uomocolcappello Ruggeri

Tre poesie da LA NOSTRA CLASSE SEPOLTA. Cronache Dai Mondi Del Lavoro

Al mattino e un grado
si hanno buoni propositi:
strizzare i rami dalla rugiada
lavare carote e barbabietole.

Sogno, dopo aver sognato
lungo l’intera tiepida tenebra.
Sogno di parlare
dopo non aver emesso
per ore neppure un suono
neppure con uno come me.

Al mattino e un grado
il recinto provinciale
gronda di lamenti.

Sui fili freddi, orme
e capelli di animale.

(Marjo Durmishi)

***

L’ OPPORTUNITÀ

Ti concedo
ti permetto
ti elargisco
tollero
ti accordo
ti autorizzo
ti consento
sopporto.
Ti regalo un’opportunità
ti aiuto io
ti assumo.
A tempo determinato.
Bacia l’anello
figliuolo.

(Luca Bassi Andreasi)

***

ISTANTANEA

Tra la tangenziale e l’inferno
in un cubo grigio a molte stelle
l’opportuna sede del meeting sul mercato

ed ecco il mercato in forma di torta
e attorno alla torta molti coltelli
e le figure coi coltelli pronte a scannarsi

un uomo scorre febbrile le diapositive
e febbrilmente cita uno scrittore che scrisse:
“non importa se tu non ti interessi alla guerra
perché è la guerra che si interessa a te”

un poeta travestito da loro dipendente scrive:
“non importa se voi non leggete le poesie
perché sarà la poesia a leggervi tutti”.

(Christian Tito)

***

L’antologia

Una poesia di… ANTONIA POZZI

Forse non è nemmeno vero
quel che a volte ti senti urlare in cuore:
che questa vita è,
dentro il tuo essere,
un nulla
e che ciò che chiamavi la luce
è un abbaglio,
l’abbaglio supremo
dei tuoi occhi malati –
e che ciò che fingevi la meta
è un sogno,
il sogno infame
della tua debolezza.

Forse la vita è davvero
quale la scopri nei giorni giovani:
un soffio eterno che cerca
di cielo in cielo
chissà che altezza.

Ma noi siamo come l’erba dei prati
che sente sopra sé passare il vento
e tutta canta nel vento
e sempre vive nel vento,
eppure non sa così crescere
da fermare quel volo supremo
né balzare su dalla terra
per annegarsi in lui.