Archivi categoria: Poesie

2015 (*)

Afferra la mia identità
stracciala
ridammi nuova forma
innalza le mie gesta
e fammi sentire eroe
inargentami
ruba ogni mio sostegno
e portami sul palmo.
Mi sono rinnovato in te
nel canovaccio di un ultimo nome
e non me ne vado
nemmeno come cenere.

(*) Scritta un po’ di anni fa, ormai è il mio classicone per augurarci un buon anno.

rsk

L'Ultimo Natale

Passeggio
tra i muscoli del centro
Jingle Bells fa da contorno
alla frenesia del prossimo regalo
e salto la fila all’ennesimo negozio
mi scuso…
a Natale la fretta non fa alcun sconto.
Poi alzo lo sguardo
e mi faccio più attento.
Gli déi bombardano
le città in silenzio crollano
foreste di bambini piangono e soffrono.
E penso
mi incazzo e pretendo
che sia l’ultimo Natale senza pace
che lo sia
per te che tendi la tua mano in cerca di conforto
per te che mi siedi accanto
sulla metropolitana dell’ indifferenza
e per te che condividi con me il tuo posto a tavola
mentre la televisione ci piscia addosso
l’ultima offerta per navigare veloci
perché senza di essa non sappiamo più colmare
la distanza tra le rive di un abbraccio.
E allora,
che sia un buon Natale dal sapore antico
condiviso e genuino
che per tutti ci sia spazio tra le curve di ogni braccio
e che di amaro ci sia soltanto
il caffè di chi non ci ha aggiunto lo zucchero.

rsk

Ci Salverà Il Natale

Ci salverà il Natale
dal macello mediatico di bombe che urlano
da borse piene di arance a terra cadute
e da madri che piangono
furgoni bianchi che si scagliano sulla folla al mercato.
Ci salverà il Natale
dall’affanno di arrivare al giorno trentuno
con in tasca qualche spicciolo bucato
intanto che in mondovisione sul canale uno attraccano
le speranze di chi fugge da lontano.
Ci penserà il Natale
perché ce lo guadagniamo giorno dopo giorno
come si fa con l’amore
che dovremmo rendere seduti a tavola
o sdraiati sulla collina di un paese straniero
oppure in piedi in una sala d’aspetto indifferenti, che tanto
mica siamo cattivi
siamo soltanto un po’ stronzi
perché ci svegliamo al mattino già in ritardo,
così in ritardo
da dimenticare sul comodino
come ci si vuole davvero bene, ma
per fortuna
ci salverà il Natale, ancora
prendendoci da sotto il braccio
e sussurrandoci
quanto sia bello farlo nel nostro orecchio.

rsk