Poesie

Le lancette dell’orologio appeso
con il loro incessante ruotare di tacchi
scendono gradini
aprono crateri
e sono causa infausta
dell’emicrania di tutte le nostre menti. (altro…)

Il ciclo produzione è cosa molto semplice:
a macchina accesa
si mette il grezzo in morsa, si chiude il portellone
si preme il tasto start.

(altro…)

Ho una foto della tua schiena
fatta sul bordo di un pomeriggio,
te lo volevo dire appena
io l’ho scattata, ma tu
non ti sei mai voltata.
Ho una foto del tuo piede
con la punta che poggia per terra, (altro…)

 

Quel truciolo incandescente
che spuntava dal trafilato come da un vaso
ancora me lo ricordo, a perdifiato.
Era ciò che restava di una punta elicoidale
la cui unica colpa fu
di forare nei postumi di un venerdì sera.

Quel sabato mattina fu propizio soltanto
alla potatura di un fiore di metallo.

Mi sono rasato la barba
per avere un volto nuovo
ma i fantasmi
hanno sempre il solito aspetto.
Ho provato un taglio di capelli diverso
ma da secoli
mi pettina il vento. (altro…)

Che ti amo è la verità
dal primo giorno da sconosciuti, già
da allora
dormo e in povertà ti sogno
donarmi giorno e immensità.
Ti rinnego (altro…)

Non riesco a vedere il tuo volto,
la tua faccia si è arresa alla grandine di agosto.
Ne è scesa parecchia, poco fa
ha ucciso tutti i miei gerani
e tra i petali ovunque sparsi
ho visto correnti e fiumi agitare persiane e indumenti (altro…)

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