Archivi categoria: Poesie

Il tornio è in movimento, produce venti pezzi all’ora
ma se spingo di più potrei fare una piccola scorta
per staccarmi dai mandrini, dalle loro accelerazioni.
Io sono in movimento, ho gambe stanche
ho le ginocchia sghembe come ganasce che serrano e allentano la presa
in continuazione – precetto di alienazione.
Il tornio e io siamo in movimento costante
e seppure immobili balliamo i passi di un valzer
nel rimbombo dei motori.
Ma a volte in quel frastuono vorrei cedere al sonno
lasciarmi cadere, dormire, scivolare giù in una pozza di olio
per passare sotto le porte, fino a raggiungere le fogne
vorrei essere scarto, una virgola di tessuto carnale e metallico
scendere nelle tubature fino a raggiungere il liquame
come detrito mescola composto petrol – fossile
e impregnare la terra, impregnare acqua e fili d’erba
ed essere infine particella del cibo in scatola che mangio
io, autore della mia reincarnazione in pausa pranzo.r

rsk

Di Città In Città

Di città in città si dice
che il traffico si fermi negli occhi
degli innamorati che si guardano
fissi, sui marciapiedi e sul pavé
in corso, lontani dai semafori che colpiscono
i fianchi dei clacson.
È in quel preciso momento
che sotto una pensilina, di fronte a una vetrina
oppure al tavolino di un bar in centro,
gli occhi altrui si fanno silenziosi, indiscreti
e tutto quanto rallenta
ogni essere si volta
e le nuvole cadono, gli uccelli sui parabrezza sbattono,
la grandine rinfresca
i campetti di calcio ubriachi di menta
e chi rientra dallo shopping a mani vuote
ma con le mele nella borsa della spesa.

Di città in città si dice
che succeda proprio questo finimondo
ogni volta che a guardarci siamo io e te.

a Faber

Dove se n’è andato Elmer
dov’è Herman bruciato in miniera
dove sono Bert e Tom
e cosa ne sarà di Charley
dove sono Ella e Kate
morte entrambe per errore
e Maggie e Edith e Lizzie
dove sono i generali
dove i figli della guerra
dov’è il suonatore Jones

dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina

oppure
si sono persi tra le vie della Città Vecchia
o in Via del Campo
sulla strada per l’Hotel Supramonte
o su quella che va a Sant’Ilario
forse, staranno guardando il mare di Rimini
abbracciando Teresa

saranno insieme
a Geordie e alla sua corda d’oro
a Piero e alla sua divisa
ad Andrea e al suo amore riccioli neri
a Tito e alla sua Croce
a quell’uomo onesto e probo

e con loro tutti, con tutti loro
ci saranno Marinella Carlo Martello Miché
Bocca Di Rosa Dolcenera Prinçesa Don Raffaè
un pescatore e un assassino
un ottico un giudice e un chimico

saranno lì, uno di fianco all’altro
con i piedi nel Fiume Sand Creek e il naso per aria
per vedere sull’altalena Nina volare.

rsk

Ho pensato una poesia. 
L’ho pensata, non scritta.
L’ho pensata nella sua interezza, dal titolo alla chiusa,  
e mi piaceva, stava uscendo davvero bene.
Purtroppo per lei, e per me, ero steso sul divano,
su quel divano tra le cui pieghe
si perdono pensieri, minuti, monete, sogni. 
E poesie.

rsk