Siberia

È uno spigolo di Siberia, la fabbrica
quando riapre
con i suoi discorsi di ferie passate, di sveglie suonate
mai troppo presto
e che ti fanno rimpiangere l’inverno per le strade
mentre tua madre sta sognando tuo padre ancora giovane
di quella giovinezza che le suggerisce l’ora di andare
in cucina, a preparare la colazione
e più tardi
il pranzo per la tua pausa da campione
perché sei ancora il suo campione –
anche se oramai
le mutande te le lavi da solo.
È un campo in Siberia, la fabbrica
con il ferro degli utensili ghiacciato
che ti rimanda ai pini sotto zero
e non appena stringi il primo pezzo in morsa
parallelo senti il gelo mordere la condensa dei tuoi pensieri
e vorresti scoppiasse un incendio in reparto
per scaldarti un poco le brache
e farti qualche goccio in più di ferie
per spendere tutto ciò che della tredicesima in tasca ti rimane.
Quando riapre, in inverno, questa fabbrica
è come la taiga siberiana
e fa un freddo cane, quasi assassino
che io sembro mio nonno partito per il fronte nel ’41
da cui ha fatto ritorno
con l’artico infiltrato nell’eskimo
e con un sacco in spalla pieno di storie tristi
che in confronto questo gelo
ha il calore di un timido inferno.

rsk

Facciamo Che

Facciamo che io parta
per un viaggio lungo
per il giro del mondo in tanti giorni
e che per sopravvivere faccia
il bagnino
il pizzaiolo
il mendicante mentecatto.
Facciamo che domani sia già di ritorno
perché l’assenza in un giorno
si è fatta pesante,
troppo per essere portata sotto gli occhi
senza un filo di cosmetico truccato.
Facciamo che io non sia mai partito
e che tu non mi abbia mai aspettato,
che mi sia inventato il miraggio
e i bagagli pieni di sbadigli e consigli
su dove andare, cosa vedere
su come fare ad amare il mare.
Facciamo che io mi sia nascosto
sotto le lenzuola
anzi no,
facciamo che, invece, ci nascondiamo
sotto il lenzuolo
io e te, adesso
per cercare fantasmi e nuovi orgasmi
e una volta finito
facciamo che l’abat jour la spegniamo, sul serio
prima che io parta, per davvero
lungo la tua schiena
prima che, arrivato ai tuoi orecchini,
io diventi un bisbiglio dal rumore intenso.

rsk