Archivi categoria: Poesie

Per un difetto impercettibile
della gamba sinistra
avanzava lento, oscillando.
I più giovani ridacchiavano
al sua passaggio,
i colleghi di una vita
manco più se ne accorgevano.

A me ha sempre ricordato
una barca in mezzo al mare.

rsk

Mekkanika ( ovvero La Ballata Delle Macchine Veloci)

Macchine
macchine veloci, voraci.
Macchine per costruire
bulloni di altre macchine
braccia meccaniche, schemi di cervelli
rotule e tibie in lega pesante.
Macchine
macchine rapaci, fallaci.
Macchine per costruire
pensieri cromati
e schemi logici su scala industriale,
brevetti e progetti fonte di guadagni.
Mi sono rotto un polso
e non ho quello di scorta
mi sono rotto la vita
e ho soltanto la firma
di un dottore – quaranta giorni di riposo
per chiamarmi fortunato
se più avanti ritrovo
il mio posto al banco di lavoro.

rsk

Ascolta & Leggi: Cat Stevens & Dogan Akcali (con un ringraziamento a Rosko)

almerighi

Ci si ricorda del popolo curdo soltanto sull’onda emotiva di guerre,stragi, deportazioni, ingiustizie. Un popolo ancora oggi senza terra, un popolo usa e getta a seconda delle manovre delle grandi potenze. Matteo Rusconi, che ringrazio, ha curato questa breve antologia di un poeta curdo trapiantato in Italia, c’è bellezza da scoprire assieme.

LASCIAMI UNA FRASE SENZA FINE

Voglio leggerti come leggere un libro
Poterti capire in un respiro senza toccare una sillaba
Amarti con gli occhi stanchi per ore.
Il tuo nome di quattro sillabe è il titolo del libro.
Letteralmente accumulo i miei entusiasmi
e tu diventi la mia parola per tutte le bellezze.
Lasciami una frase senza fine come ricordo
Guarda l’immagine della felicità dalla finestra della vita,
sulla copertina del libro:
Il mio desiderio è di vivere tutte le avventure con te
La mia filosofia è saggiamente poterti sentire.
Voglio condividere con te tutta la saggezza
Perché…

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Cerca Il Mio Corpo

all’amico Luigi

Cerca il mio corpo tra la carta
appallottolata, in fondo al cestino
tra indizi di scrittura
e le pagine di un giornale.
Oggi sono un giro di danza
sul guado della punteggiatura,
un flusso di coscienza
legato a fili di inchiostro, un mostro
di bellezza e natura.
Cercami ora
che sono un punto nero e cauto
e volo e mi specchio e spiego
che dietro l’anima liscia
vi è un calarsi nella tempesta,
retrocedere nel cuneo,
essere primordiale.
Cerca il mio corpo sulla carta,
lì il mio passo non pesa, si fa tenue
come zucchero a velo
come disegno
su una spiaggia di bicarbonato.

rsk

Lo sappiamo entrambi
che l’essenza del viaggio sta nel primo passo,
staccarsi dal nido, oscillare sul dirupo.
Lo vediamo bene
il nostro stare sospesi in alto
mentre il treno di sotto taglia la campagna
e ricuce luoghi con una linea retta, una sigaretta
che si assottiglia nella sala d’attesa,
il circuito della lancetta.
Solo chi sta al nostro fianco
sa che dall’ala di qualunque aereo
tutti i balconi di Lisbona sono uguali
e non c’è rampicante che tenga
nemmeno un vestito fiorito steso al tepore,
un fremito un battito un lirico alito
che stringa la distanza.
Ma dammi ancora la mano ora che precipitiamo
su poli commerciali pressati di negozi
su file di cartelloni con scritto saldi
e sulle offerte take away di cibo giapponese.
Prendimi entrambe le mani, ti prego
prendi la cloche di comando,
voglio tappare ciascuno dei tuoi singhiozzi
frattanto che scendiamo giù negli inferi
imprecando contro una qualsiasi divinità uccello
per trovarci un mantello di piume mai usato.

rsk