Archivio dell'autore: Matteo Roskaccio Rusconi

Una poesia di… CHOMAN HARDI

PRIMA DI PARTIRE

Avvolgi la tua lingua tra stoffe di seta
ogni parola separata dall’altra
per non farle scontrare, graffiare.
Non dimenticare le parole che non usi mai,
col passare degli anni i dettagli svaniscono
e potrai averne bisogno.

Riempi una valigia
con le tue montagne assetate
prospereranno in quella pioggia.
Raccogli le voci del tuo quartiere
in un carillon, ben chiuso
per il lungo viaggio.
Prendi con te i dibattiti degli intellettuali,
le loro dispute appassionate, i libri pieni
delle loro discussioni.
Portati il calore di tua madre nella pelle,
il suo odore nelle sue vesti.

Tuo padre sarà sempre con te
ogni passo che fai,
ogni decisione che prendi, o che non prendi.
I pianti delle vedove, i bambini
abortiti, e il cancro strisciante resteranno
nei tuoi sogni, non ne sentirai la mancanza.
trascinati dietro le tue scuole mentre vai,
le panche imploranti,
le lezioni di lacrime.

Choman Hardi

DAVVERO

Mi chiedo dove sei
ora che il letto è sfatto
e il caffè ancora nella caffettiera, bruciato.
La scorsa notte
avremmo potuto scopare
e fare finta di niente, chiamarlo amore
e poi minimizzare
sul fatto che io abbia una testa di cazzo
a non volerti
nella mia solitudine di rabarbaro.
Ti auguro buongiorno,
da poco è iniziato l’anno nuovo
e vorrei che tu fossi il mio buon proposito,
il pane spezzato,
l’ennesimo orgasmo
dopo una giornata di lavoro.

rsk

2015 (*)

Afferra la mia identità
stracciala
ridammi nuova forma
innalza le mie gesta
e fammi sentire eroe
inargentami
ruba ogni mio sostegno
e portami sul palmo.
Mi sono rinnovato in te
nel canovaccio di un ultimo nome
e non me ne vado
nemmeno come cenere.

(*) Scritta un po’ di anni fa, ormai è il mio classicone per augurarci un buon anno.

rsk