Archivio dell'autore: roskaccio

Sembra non ci sia più niente da dire.
Ci dirigiamo verso la camera da letto
come fossimo in processione
muti, a capo chino.
Sul talamo sfatto dal giorno prima
i nostri vestiti, a terra
un paio di calzini
e gattini di polvere.
Non abbiamo bisogno di occhiali
per vedere ciò che la notte
ci comprime nella testa,
nugoli di moscerini e mele di pensieri.
Cosa fai stasera?
Un ultimo appuntamento alla fine del corridoio
tra bucce di clementine,
incoscienza delle federe.
Dovresti sentirne il profumo,
dovresti sentirlo sul mio pollice.
Non vuoi una carezza?
Sono passati giorni
in cui toccarci è stato come
grattare via dalle pareti
insetti spiaccicati – faceva male alle unghie.
Ma accarezziamoci ugualmente, oggi
in modo da lasciarci addosso un profumo buono
come di pioggia
che sciacqua via
ogni screzio del tempo.

rsk

Trentatré

una sedia rossa
un tavolo verde
mio padre ha capelli d’argento
proprio come l’anello che ti ho regalato quella sera
fuori fa freddo
non sono un poeta maledetto
dammi un amore che ti sconvolgo la vita
senza fatica
la strada fino alla morte
scura è come la notte
ma io sono il suo bagliore
anche il dolore
sotto i tuoi piedi come ti solletico
e tu ridi con me
guardo fuori
vivo il momento
come un cappello in balia del vento
leggero
è cosa per i grandi per i giganti
non faccio parte degli arresi
sulle spalle ho i miei pesi
mi hanno detto lascia perdere la rossa
ti ruberà il cuore e la borsa
ma ho la testa sul suo seno
senza quella non posso andare via
indago sul mio volto
dico trentatré
davanti allo specchio rotto
io non vedo un poeta maledetto
io sono i tre puntini di sospensione
al collo dell’ispirazione

rsk

Lenzuola Di Silenzio

Si distende la notte e tu
avvolta dalle stelle,
sei pronta a svernare. Vai!
Abbandona i girasoli
cammina in questo mondo che si schiude
lasciami il peso dei discordi inutili.
Immergiti nel sonno
riposa sull’acqua, sognami!
E solo allora…
solo allora non sarò un’illusione
ma la mano che ti accarezza
tra bianche lenzuola di silenzio.

(da SIGARETTE – Venti Poesie Per Smettere Domani)

Tre poesie per tre orari topici

I.

Non c’è suono di cicale,
all’alba.
C’è solo il canto dei torni,
di api su boccioli d’acciaio.

II.

Torno a casa per la pausa pranzo.
La tovaglia è già stesa sul tavolo, dal mattino
e su di essa un piatto con bicchiere e posate.
Per il mio stomaco
un piatto di pasta, una marmitta di insalata
e niente vino,
che devo restare leggero.
Per il mio spirito, invece
riservo un pisolino di dieci minuti
in cui addomesticare la stanchezza,
l’umore cattivo della scimmia.
In questo breve spazio, noi che rientriamo
siamo la fame del mondo
siamo la stanchezza del mondo
e non abbiamo buoni pasto
da appendere allo spago teso da un muro all’altro
ma magliette pregne di sudore, bandiere
che non resteranno mai ferme nella corrente.

III.

Tutto tace alle diciassette:
il compressore dell’aria
le morse sopra i tavoli
e il carrello degli attrezzi.

Non c’è alcuna vita, all’uscita; soltanto
un cane che latra laggiù, a oltranza.

rsk

Focus

Dimmi,
ce l’hai presente
lo scarabeo stercorario?
Quello che compone palline d’escrementi
e le fa rotolare lungo il tragitto.
Che poi,
io credevo fosse l’unico,
e invece no,
l’ho visto su Focus.
Ce n’è uno cornuto,
ad esempio,
e le palline lui non le fa,
lui scava un tunnel nel terreno,
sotto allo sterco,
che la femmina poi ci depone le uova,
e se ne sta lì,
a sorvegliare l’entrata,
per ore.
E adesso attenta, ascolta;
i rivali più piccoli lo sanno
di non poter competere,
in battaglia,
e allora
scavano un secondo tunnel,
congiunto all’altro,
e ci entrano indisturbati,
nel primo,
a fecondare, svelti, la femmina,
che i guardiani
non sospettano mica arrivare dal basso,
i pretendenti.
Ma di questi minuti ingegneri
nessuno parla
e passa inosservata
la loro impresa d’amore.
Ecco,
adesso guardami, tesoro,
guardala bene
questa piccola creatura
e dimmi
che almeno un poco ci somiglio,
agli stercorari,
quando ti prometto
che per raggiungerti
traccerei nuove strade,
anche fosse per difendere
un incontro fugace
con la tua pelle.

Marina Santini