Archivio dell'autore: Matteo Roskaccio Rusconi

Elettroshock

Le giornate corrono
i telegiornali offendono
la lingua dell’intelligenza.
Ignorando felice non mi informo.
Mani strette sulla vanità degli sprechi
simili a correnti elettroshock
tra gli spifferi dei miei spettri.
Vivo avvolto nell’isolante.
Vesto volgare di antichi lumi
mentre in bagno il rubinetto di continuo sgocciola
imprecando contro la mia vita.
Parlami
di ascensori che funzionano fino al penultimo piano
di cadute dalle scale
che percuotono la carne della creazione, dirette
come un cazzo che ruba il fiato.
Se non mi vuoi
lascialo fare ai silenzi,
se mi ami
alle tue dita che si intrecciano nei miei capelli
poi, fedele come una cagna, aspettami fuori dalla porta.
Io sarò il tuo poeta.

rsk

da SIGARETTE – Venti Poesie Per Smettere Domani

Una poesia di… MEETEN NASR

Il Corvo

Sfarfallio di penne sull’armadio
in camera da letto. Quante volte
di notte sillabando alla mia immagine
allo specchio insistente mi chiedevo
se il tempo che trascorre, il martellare
dei clacson, dei motori, quel brusio
degli umani fra strepiti e sirene
di ambulanze alla fine per forza
avrebbero prevalso costringendo
noi sulle soglie di tanta nullità.
“Giammai!” gracchiava allora il corvo.

Dunque addio, mio io, nuvola passeggera,
lascia 1’asilo del mio corpo, spenta voce,
sciogliti al far dell’alba, nero abbaglio.

Meeten Nasr

Per un difetto impercettibile
della gamba sinistra
avanzava lento, oscillando.
I più giovani ridacchiavano
al suo passaggio,
i colleghi di una vita
manco più se ne accorgevano.

A me ha sempre ricordato
una barca in mezzo al mare.

rsk

Gioielli Rubati 65: Flavia Tomassini – Micol Bez – Anna Maria Curci – Chiaradelmare – Urszula Koziol – Manuel Calderon (macalder02) – Matteo Rusconi – Paolo Cainaiello.

almerighi

Le sconosciute

Ho incrociato tre donne,
avevano età diverse,
una per vetrina
sedute all’ingresso
avevano un cartello,
non si conoscevano,
si somigliavano:
Sono italiana,
ho perso il lavoro, o anche, non ho lavoro,
devo pagare l’affitto, non ho una casa.
Sembravano distaccate,
non apparivano fragili,
erano bianche, non fa differenza,
persone per strada
entravano nei negozi,
io passeggiavo, era sera
e ho pianto.

di Flavia Tomassini, qui:
https://flaviatomassini.wordpress.com/2019/11/04/le-sconosciute/

*

Alcuni silenzi sono lettere d’amore
tentativi di tenere il mondo con le dita,
per il bavero salvarlo dal bordo della vita
perché tu non ne perda mai il calore.

Mi chiedo, mio amore, se saprai
leggere la dedica del mio silenzio
capire che si deve a volte scegliere
tra il diritto alla verità e quello alla vita.

di Micol Bez, qui:
Cinque inediti di Micol Bez

*

CLXXIII

Man mano che s’accende lume a lume
sostiamo nel silenzio che rapprende
lo squarcio…

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