Archivio dell'autore: roskaccio

Lusireoula

Una cascata scivola
da spalle di roccia umida e muschio rovente
come capelli di donna
e lampi di rugiada e nebbia.
I fianchi dei monti sono fianchi di fanciulla
e le catene innevate
vette di seni
da cui le nuvole si allattano.
Dall’ ombra di un abete
entro in questo miracolo
come una piccola lucciola infuocata
e immagino il mondo al contrario, capovolto
alberi con radici
che spuntano dal cielo
e altre lucciole
che mi volano intorno e sulle mie ali si posano.
Apro gli occhi
con me si svegliano i fiori
l’ aria è una carezza che liscia i prati
e per un istante io sono niente e splendore
al centro di questo microcosmo.

rsk

Mi Piace Avere La Bocca Piena Di Te

Mi piace avere la bocca piena
di cibo
di speranze
di te
mi piace avere tra i denti
la tua carne
i tuoi seni
e lasciarmi alle spalle
una settimana passata lontano
sapendo che al lunedì
la lontananza ricomincia.
Mi piace flirtare con i tuoi umori
e mangiarne i sapori
avere parole sempre profumate
dentro ai vasi che ti regalo.
Mi piace scrivere poesie d’amore
ai capelli che lasci sui vestiti
al tovagliolo che usi
e quando non ti abbraccio
perché non sono capace di morire…
Ho fame delle tue mattine
e mi piace avere la bocca piena di te
perché ahimè
il mio piatto è sempre vuoto.

rsk

Let The Flowers Fall

#1
Ho mangiato un fiore.
Aveva il sapore della tua umidità
e del sottobosco da cui provengo bambino.

#2
E se non te l’avessi ancora detto
sappi che le piantine sul balcone le annaffio spesso,
quasi ogni giorno.
Vorrei che ridessero al tuo ritorno.

#3
Mi mangio una rosa
e ti lascio le spine.
Per la tua gola.
Poi giro le specchio
e tu sorridi.

rsk

Aquagraphia

Sono un proiettile d’acqua
un momento liquido tra case e lampioni
e quando la pioggia mi chiama a sé
io canto il bolero di infinite gocce.
Vagabondo sui deserti d’Africa
nel rumore della grandine d’America
mentre tu lontano da me
ascolti il mio seme fecondare la sabbia
da cui cresce il frumento dei giochi di bambino.
Ghiaccio e vapore
per chi mi chiede da bere
mi sento esplodere
fendere del mare le tenebre
dalle quali emergono
la malinconia
e la furia della poesia.
Scavo le cime che cintano i laghi
scendo tra ragnatele e buchi dell’ anima
entro nelle pareti
e disseto i fantasmi
penetro il ventre e asciugo la sete dei malumori
perché sono acqua pura
e lavo via il fango dai cristalli
con i miei riflessi.
Ho raccolto racconti di bocche secche
sopra ogni arsura
camminando a piedi scalzi
per sorprendere d’amore le radici di ogni fiore
e rendere incancellabili questi passi
che oggi lasciano tracce di me
dentro petali di vene e profumo.

rsk

poesia inserita nell’antologia Poesie Sull’Acqua (2016, ed. StreetLib)

Sulla Pelle Del Mare

Non si poteva parlare.
Il silenzio era troppo bello…
Chiuso nella gelida luna
nudo di ogni inutile seta
ti ascoltavo respirare
cortese
su di me.
Prima le tue mani
e ora tra le mani
mi rimane solo un cumulo di ortiche
rivivere il sole d’inverno
fiorato appena quella notte con te
per spiegare la vela e lasciare un solco
sulla pelle del mare.