03:06 a.m.

Ostaggio d’insonnia

mi scucio da prati di lenzuola 

e il mio palmo scorre

sulla sagoma della città che riposa.

Accendo un fiammifero

e un altro ancora…

le braci sono lucciole di sapienza

le aspiro 

quasi a dare linfa

alla voce del mutismo.

Il ticchettare dei minuti

è il metronomo per il mio violino spezzato

e non c’è chiave nota

a infrangere questa rottura. 

Spalanco le persiane.

Oltre queste mura

i lampioni rendono tutto uguale.

Fuori di qui

il silenzio cammina per una strada vuota.

Proprio come Dio nel mio centro.

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...