Di Due Ragazzi Seduti A Guardare Al Futuro

Torneremo a viaggiare, mia cara

a correre da una zona all’altra dell’aeroporto 

trascinando il trolley come fosse un peso morto.

Torneremo a seguire l’istinto

a sciogliere nodi di fronte a un mojito

a fare visita ai cari,

scalzi sulle foglie lungo i viali.

Ma adesso siedi qui, sotto la veranda

e ascolta: 

l’erba cresce

la siepe trema

Eolo passa di corsa.

Lasciati scaldare dal granito gravido di sole

guarda insieme a me

le lucertole riposare

le rondini mulinare

il viavai perpetuo delle vespe.

C’è tranquillità, finalmente

le officine dormono, nessuno è in giro con il cane

le macchine sono rimaste senza carburante

e le bucce di clementine crescono ovunque,

non solo sul nostro davanzale.

Appoggiati qui,

alla mia mano lungo il tuo profilo.

Siamo gli ultimi romantici.

E se entri in casa per un sorso d’acqua

lascia la porta accesa

e la luce aperta:

sembra che stasera pure le zanzare

si siano scordate di noi.

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