NASCONDINO

Mi nascosi dietro un cavalluccio

blu, in ferro battuto

– un tubolare con tre sellini,

impugnature a manubrio

e altrettante sagome di testa di cavallo.

Accovacciato, sentivo l’erba 

pizzicarmi le ginocchia sbucciate.

In lontananza le voci degli altri ragazzi:

mi cercavano, qualcuno mi passò di fianco.

Fiero del mio nascondiglio

volevo essere l’ultimo, 

l’eroe del “tana libera per tutti”.

Restai lì fino a sera.

Tornai a casa con le stelle. 

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