Eccola!

Come un occhialuto e gobbo topo di biblioteca mi sono messo a frugare tra vecchie scartoffie abbandonate alla polvere, ed eccola! quella che, se la memoria non mi inganna, dovrebbe essere la mia prima poesia.
Correva l’anno non lo so, ma di certo avevo pochi peli sulla faccia e qualche ruga in meno.

IL GIORNO E LA NOTTE

Come rondini in primavera
ci rincorriamo
legando poi
le nostre dita
in un effimero abbraccio.

Io cupo e triste
mi sciolgo innanzi
al tuo splendore
e a ogni addio verso lacrime
su di te che vesti di campi in fiore.

Sei la vita, il calore
quella luce che mi risveglia
dai sogni in me vaganti
e quando il tempo
ti sussurra l’ora di riposare
tra le mie braccia ti accolgo.

Ecco cosa siamo noi, amore
il sole caldo e la luna fredda
il giorno e la notte
che si inseguono.

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