Senza titolo 58

E intanto che continua estenuante
il braccio di ferro tra sindacati e Stato
per la chiusura degli impianti,
io sono giunto
al decimo giorno con indosso
la stessa mascherina monouso.
La tela ormai si è fatta nera
ha impronte colore del catrame
e puzza di sudore
puzza come un orso bagnato.
Nelle sue trame
il DNA del ferro
il codice binario del controllo numerico
la mia pelle morta
la mia barba incolta
il giallo del fiato e l’oro del mattino,
tutto in quarantena sulla mia faccia.

9 pensieri su “Senza titolo 58

  1. Daniela

    dover immolare la propria salute per il lavoro è vergognoso. Se non ci sono le condizioni di garantire almeno il minimo devono chiudere!
    scusa se pur apprezzando la poesia non la elogio ma il suo contenuto mi fa salire troppa rabbia. Ciao Rosk

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    Rispondi
      1. Daniela

        sono cose da denunciare…ma chi cazzo rappresentano i sindacati in questo momento, Biancaneve? d’accordo che si sa bene che sono lingue biforcute ma qui si tratta di un virus letale mica di eczema…. nel paradosso ti auguro buona salute

        Piace a 1 persona

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