Una poesia di… MARINO L’UOMOCOLCAPPELLO RUGGERI

NAVIGLIO

Scivola l’acqua a scopare altri ponti,
ci passa sotto,
incurante delle bottiglie di vetro spaccate sul fondo.
All’acqua non importa un cazzo di tagliarsi.
Nasconde le verità
dell’ultimo bacio dato al mozzicone di sigaretta
che gli è appena caduto sul dorso del corso.
Madre gravida di segreti.
L’acqua ingoia tutto,
anche gli sputi dei passanti,
li sciacqua, li riforma e li detiene.
Ha la lingua lunga ma non si ferma in pettegolezzi.
Impreca da sotto, silenziosa e quieta.
L’acqua del Naviglio arriverà pure da qualche parte.
Ma in fondo, al Naviglio,
non gliene importa un cazzo.

Marino L’Uomocolcappello Ruggeri

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