Papà è sempre stato un gran lavoratore.
Ha iniziato presto a sgobbare,
intorno ai quattordici anni, che a quei tempi
qualche soldo in più in casa
faceva davvero comodo.
Da che ne ho memoria
io lo sentivo alzarsi di buon’ora al mattino
per uscire e tornare tardi alla sera;
a volte non lo vedevo per giorni
e quando rincasava portava con sé un sacco pieno
di stracci sporchi e di ricordi.
Papà è sempre stato un gran lavoratore
e mi ha insegnato il culto del sacrificio
e del lavoro, e a non rimanere mai
con le saccocce sgonfie.
Oggi che è in pensione
si trova al mare, a inseguire l’estate;
mi invia foto di spiagge assolate, di palme verdi
e di ombrelloni aperti,
mi invia foto del sudore di un ex lavoratore
steso al sole.
Mi chiede se sto bene, se penso mai
al giorno che sarò io in pensione.
Gli rispondo – amaro – di sì.
Non sa che qui in fabbrica è un eterno inverno.

rsk

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