Gescal*

Il quartiere popolare è un labirinto di case fatiscenti,
muri sbriciolati che nel loro disintegrarsi
inarcano i profili sopra parchetti verdi.
Dagli alveari di cartapesta
le casalinghe del meridione, mogli del boom industriale
stendono il bucato su pattumiere a cielo aperto
e a guardare tutti quei loro panni colorati
sembra di stare alla galleria d’arte povera nazionale.
Le carcasse delle automobili,
lasciate morire come in un deserto post nucleare,
fanno da cornice alle corse dei bambini;
qualche uccello vi si posa per farne il proprio nido
qualche balordo vi si poggia per vomitare birra e vino.
Da questa enclave in bilico nel tempo
ogni giorno la vecchia Nanda
esce alle nove di mattina per comprare cibo per i cani;
la solita borsa in tela sottobraccio
e il bastone a sorreggere il passo degli acciacchi.
Sempre si volta a guardare questa piccola babele: da fuori
le sembra tutto un paradiso
ma qualcuno giura di vederci la bocca dell’inferno.

*Gestione Case per i Lavoratori

rsk

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