Trentatré

una sedia rossa
un tavolo verde
mio padre ha capelli d’argento
proprio come l’anello che ti ho regalato quella sera
fuori fa freddo
non sono un poeta maledetto
dammi un amore che ti sconvolgo la vita
senza fatica
la strada fino alla morte
scura è come la notte
ma io sono il suo bagliore
anche il dolore
sotto i tuoi piedi come ti solletico
e tu ridi con me
guardo fuori
vivo il momento
come un cappello in balia del vento
leggero
è cosa per i grandi per i giganti
non faccio parte degli arresi
sulle spalle ho i miei pesi
mi hanno detto lascia perdere la rossa
ti ruberà il cuore e la borsa
ma ho la testa sul suo seno
senza quella non posso andare via
indago sul mio volto
dico trentatré
davanti allo specchio rotto
io non vedo un poeta maledetto
io sono i tre puntini di sospensione
al collo dell’ispirazione

rsk

4 pensieri su “Trentatré

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