E se mai ci accorgessimo un giorno che l’oceano è un cielo capovolto
riusciresti a dire alle navi che stanno semplicemente volando?
Riusciresti a toccare le nubi per vedere se siano onde
oppure gemiti di qualche semidio nascosto
tra le siepi di un robot fatto a corpo di uomo,
riusciresti davvero a saltare in alto senza affogare sul fondo?
Io me lo chiedo spesso
seduto in una teca di velluto
nudo allo specchio, in fallo
contratto in un fascio di nervi, sfilacciato.
E se mai ci accorgessimo di essere crepe di un diorama di cristallo,
riusciresti a essere il tratto che evidenzia il mio sbaglio, la mano
che corregge me distratto
sulla riva del volo, sul punto interrogativo alla fine del groviglio?

Riusciresti a essere tu la mia risposta
quando infrango il vetro?

rsk

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