Metallo Duro

Vieni
vienimi a trovare
tra punte di metallo duro che mi forano il petto
tra il refrigerante che schizza
come pioggia opaca contro un vetro.
Azzera il ciclo del filetto
– ripetizione su ripetizione –
stacca la batteria del muletto
stanco, chiudi il portone e ammazza l’aria
sigilla le ventole che aspirano la noia.
Vieni a bruciare
i calli del truciolo affilato
e i tagli che al mattino mi hanno stregato
come se fossero rughe di una vecchia strega.
Tra lamiere accartocciate
fragili e deformate, come simil oro piegate
poni lo spessore dei tuoi polpastrelli. Accudiscimi.
Scaglia a terra i miei vestiti
mostrami il verme, il suo fabbricarsi le proprie corone
dentro un cassone di ruggine da smaltire.
Vieni
vienimi a salvare
con la tua valigetta da rappresentante
con occhiali protettivi di plastica trasparente.
Porta con te
tre punte di metallo duro.
Trafiggi i miei palmi. Rendimi uomo.

rsk

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