I tuoi occhi non sanno
di falene che se ne vanno dentro altri occhi, ardenti
come ghiaccio non si spengono
in posacenere d’acqua e argento.
Le tue menti ricordano
esplosioni e disarmo, si diramano
fino a dove nasce il bel canto
e i tuoi palmi – splendidi – non stringono ne incatenano
ma tremano.
Vibrando, ardono e poi incendiano.
Il tuo volto
è una linea oltreoceano,
la quintessenza della bellezza,
e i tuoi seni ne immettono la forza.
Chi li canta
non ti sa davvero cantare
perché non c’è uomo in grado
di scardinare la gloria di chi ti ha creato.

 

rsk

 

*poesia tratta dall’EP Opera