Aquagraphia

Sono un proiettile d’acqua
un momento liquido tra case e lampioni
e quando la pioggia mi chiama a sé
io canto il bolero di infinite gocce.
Vagabondo sui deserti d’Africa
nel rumore della grandine d’America
mentre tu lontano da me
ascolti il mio seme fecondare la sabbia
da cui cresce il frumento dei giochi di bambino.
Ghiaccio e vapore
per chi mi chiede da bere
mi sento esplodere
fendere del mare le tenebre
dalle quali emergono
la malinconia
e la furia della poesia.
Scavo le cime che cintano i laghi
scendo tra ragnatele e buchi dell’ anima
entro nelle pareti
e disseto i fantasmi
penetro il ventre e asciugo la sete dei malumori
perché sono acqua pura
e lavo via il fango dai cristalli
con i miei riflessi.
Ho raccolto racconti di bocche secche
sopra ogni arsura
camminando a piedi scalzi
per sorprendere d’amore le radici di ogni fiore
e rendere incancellabili questi passi
che oggi lasciano tracce di me
dentro petali di vene e profumo.

rsk

poesia inserita nell’antologia Poesie Sull’Acqua (2016, ed. StreetLib)

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