L’Acrobata

Sono un acrobata
un famelico aviatore di visioni
e prima di baciarti
lavo queste mie labbra assurde
mi stringo ai tuoi fianchi
come tu fossi rete
e il tuo corpo si fa confine delle mie forme.
Passargli oltre
è sbiadire nel tuo abbraccio
frantumarmi
ansimando sul tuo letto
senza ruzzolare nel risveglio di uno scendiletto
da cui eruttano le tue origini,
quel labirinto che dalla cima mi strappa.
Se un giorno dovessi scivolare
e scendere giù nel caldo dell’ inverno
il mio amore rimarrebbe
e non seguirebbe più quelle storie di binari inutili
ma i fili del tempo
che hanno trovato in te
la loro ultima redenzione.

rsk

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