RITORNO

Vado di fretta,
la linea tratteggiata sull’asfalto
diventa unica retta.
Incrocio altre automobili,
i cartelli stradali fanno l’autostop.
I moscerini spiaccicano la loro faccia
sul parabrezza,
l’aria entra dal finestrino
e si annoda ai miei capelli.
Tengo stretto il volante,
le stelle catramate sopra la mia testa
sempre più nitide. Non c’è mistero.
L’ afa della bassa si dirada,
si mostrano gli alberi
ai margini della campagna:
sono codici a barre
con cui codificare il cielo.

rsk

Una poesia di… PAUL CELAN

FUGA DI MORTE

Nero latte dell’alba lo beviamo la sera
lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo di notte
beviamo e beviamo
scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli d’oro Margarete
lo scrive ed esce dinanzi a casa e brillano le stelle e fischia ai suoi mastini
fischia ai suoi ebrei fa scavare una tomba nella terra
ci comanda ora suonate alla danza

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al mattino e a mezzogiorno ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli d’oro Margarete
I tuoi capelli di cenere Sulamith scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti

Lui grida vangate più a fondo il terreno e voi e voi cantate e suonate
impugna il ferro alla cintura lo brandisce i suoi occhi sono azzurri
spingete più a fondo le vanghe voi e voi continuate a suonare alla danza

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno e al mattino ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith lui gioca con i serpenti
Lui grida suonate più dolce la morte la morte è un maestro tedesco
lui grida suonate più cupo i violini e salirete come fumo nell’aria
e avrete una tomba nelle nubi là non si giace stretti

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno la morte è un maestro tedesco
ti beviamo la sera e la mattina e beviamo e beviamo
la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro
ti colpisce con palla di piombo ti colpisce preciso
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
aizza i suoi mastini contro di noi ci regala una tomba nell’aria
gioca con i serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco

i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith

Senza titolo 54

A fine giornata conto
i pezzi che ho prodotto,
li conto a mano – uno per uno
poiché il lotto è speciale,
quantità esatta richiesta dal cliente.
Ogni unità la appoggio con molta cautela
nell’ apposita cassetta,
compilo e firmo ciascun dettaglio
del modulo di accompagnamento.
Con che cura maneggio ogni particolare,
con quale dedizione ne seguo
il passaggio da reparto a reparto
e con quale amore li adagio al loro posto,
con gli occhi gonfi a cuore li cullo.
A fine giornata ti racconto
dei pezzi che ho prodotto
e mentre contiamo insieme le spaccature
tra le pieghe della mia carnagione,
tu ti fai rifugio: sulle tue labbra
quella stessa cura io riconosco.

Senza titolo 51

Comincio ad accusare stanchezza

– dormo poco.

Sarà che ho troppi mostri sotto al letto,

saranno gli anni che pesano

oppure il rumore dei ragazzi

che si baciano sui motorini.

Saranno le risate degli amanti

chiusi in auto, nel parcheggio 

del centro commerciale

oppure sarà colpa di quel dio lampione

che dalla finestra aperta

si intrufola senza permesso

nella mia stanza.