Per un difetto impercettibile
della gamba sinistra
avanzava lento, oscillando.
I più giovani ridacchiavano
al suo passaggio,
i colleghi di una vita
manco più se ne accorgevano.

A me ha sempre ricordato
una barca in mezzo al mare.

rsk

Gioielli Rubati 65: Flavia Tomassini – Micol Bez – Anna Maria Curci – Chiaradelmare – Urszula Koziol – Manuel Calderon (macalder02) – Matteo Rusconi – Paolo Cainaiello.

almerighi

Le sconosciute

Ho incrociato tre donne,
avevano età diverse,
una per vetrina
sedute all’ingresso
avevano un cartello,
non si conoscevano,
si somigliavano:
Sono italiana,
ho perso il lavoro, o anche, non ho lavoro,
devo pagare l’affitto, non ho una casa.
Sembravano distaccate,
non apparivano fragili,
erano bianche, non fa differenza,
persone per strada
entravano nei negozi,
io passeggiavo, era sera
e ho pianto.

di Flavia Tomassini, qui:
https://flaviatomassini.wordpress.com/2019/11/04/le-sconosciute/

*

Alcuni silenzi sono lettere d’amore
tentativi di tenere il mondo con le dita,
per il bavero salvarlo dal bordo della vita
perché tu non ne perda mai il calore.

Mi chiedo, mio amore, se saprai
leggere la dedica del mio silenzio
capire che si deve a volte scegliere
tra il diritto alla verità e quello alla vita.

di Micol Bez, qui:
Cinque inediti di Micol Bez

*

CLXXIII

Man mano che s’accende lume a lume
sostiamo nel silenzio che rapprende
lo squarcio…

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Una poesia di… MARINO L’UOMOCOLCAPPELLO RUGGERI

NAVIGLIO

Scivola l’acqua a scopare altri ponti,
ci passa sotto,
incurante delle bottiglie di vetro spaccate sul fondo.
All’acqua non importa un cazzo di tagliarsi.
Nasconde le verità
dell’ultimo bacio dato al mozzicone di sigaretta
che gli è appena caduto sul dorso del corso.
Madre gravida di segreti.
L’acqua ingoia tutto,
anche gli sputi dei passanti,
li sciacqua, li riforma e li detiene.
Ha la lingua lunga ma non si ferma in pettegolezzi.
Impreca da sotto, silenziosa e quieta.
L’acqua del Naviglio arriverà pure da qualche parte.
Ma in fondo, al Naviglio,
non gliene importa un cazzo.

Marino L’Uomocolcappello Ruggeri

Mekkanika ( ovvero La Ballata Delle Macchine Veloci)

Macchine
macchine veloci, voraci.
Macchine per costruire
bulloni di altre macchine
braccia meccaniche, schemi di cervelli
rotule e tibie in lega pesante.
Macchine
macchine rapaci, fallaci.
Macchine per costruire
pensieri cromati
e schemi logici su scala industriale,
brevetti e progetti fonte di guadagni.
Mi sono rotto un polso
e non ho quello di scorta
mi sono rotto la vita
e ho soltanto la firma
di un dottore – quaranta giorni di riposo
per chiamarmi fortunato
se più avanti ritrovo
il mio posto al banco di lavoro.

rsk

Ascolta & Leggi: Cat Stevens & Dogan Akcali (con un ringraziamento a Rosko)

almerighi

Ci si ricorda del popolo curdo soltanto sull’onda emotiva di guerre,stragi, deportazioni, ingiustizie. Un popolo ancora oggi senza terra, un popolo usa e getta a seconda delle manovre delle grandi potenze. Matteo Rusconi, che ringrazio, ha curato questa breve antologia di un poeta curdo trapiantato in Italia, c’è bellezza da scoprire assieme.

LASCIAMI UNA FRASE SENZA FINE

Voglio leggerti come leggere un libro
Poterti capire in un respiro senza toccare una sillaba
Amarti con gli occhi stanchi per ore.
Il tuo nome di quattro sillabe è il titolo del libro.
Letteralmente accumulo i miei entusiasmi
e tu diventi la mia parola per tutte le bellezze.
Lasciami una frase senza fine come ricordo
Guarda l’immagine della felicità dalla finestra della vita,
sulla copertina del libro:
Il mio desiderio è di vivere tutte le avventure con te
La mia filosofia è saggiamente poterti sentire.
Voglio condividere con te tutta la saggezza
Perché…

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