Io non so cosa resterà di questa giornata fenice
cominciata con un sogno accartocciato sul comodino
e con zanzare spiaccicate sull’intonaco delle pareti.
Di certo rimarrà il sudore sulle lenzuola
l’afa che mi porto dentro e che nelle ore più fredde si sprigiona
e le macchie oleose della tuta blu lasciata riposare
in bagno, dove non intacca la sensibilità dell’olfatto.
Resterà forse un po’ di limatura sulle scarpe
e qualche taglietto ai lati delle unghie
oppure ore di straordinario sul calendario segnate
come fossero il conteggio dei giorni di chi sta al gabbio.
Probabilmente avanzerà sul tavolo
l’ultimo pezzo uscito dal CNC ancora bagnato di bianco chimico
e l’abrasivo della mola mescolato a pulviscolo vario,
rimarrà il materiale in eccesso da raschiare via
con una lama affilata a mano – in arrotino’s style.
Io non so cosa lascerò alle spalle a fine turno
forse il silenzio delle tubature dell’olio
forse il respiro pneumatico del compressore malandato
oppure una giungla di liane composte da materiale diverso
e una fauna di animali fantascientifici nati dal codice binario.
Può darsi che rimanga un fazzoletto sporco, caduto a terra
a testimoniare il mio passaggio.

rsk

21 Marzo

Primavera al ventuno
porta i segni di un acquazzone notturno.
Le pozzanghere sono un rimbalzo di lembi
e la brezza mi sbatte sulla barba
i crateri di una estate forse lontana.
Due lampioni curiosi
si curvano a guardarmi salire sulla mia vettura:
la sentono allergica al moto
non appena giro la chiave nel quadro.
Mentre ingrano la marcia, mi guardo attorno.
Solo poche automobili solcano
il catrame di questa provincia industrializzata;
non ci sono colonne a rallentare il passo
i semafori indisturbati lampeggiano
una nebbiolina sale dalle campagne con fare pigro.
Lascio andare la frizione
ma mi fermo dopo nemmeno un metro.
Un orecchino sul tappetino
fa sua la mia attenzione: mi dice che ieri
sedevi al mio fianco,
sul sedile un poco reclinato.

rsk

Vacche Da Macello

Verranno a prenderci nelle fabbriche,
a strapparci dalle pareti
come fossimo peli di vacche da macello.
Verranno con gli idranti mentre manifestiamo
per un salario più alto,
per un padre licenziato
per un buono pasto che ci riempie di cibo.
Verranno a prenderci a calci
nei loro maglioni di cachemire
e porteranno con sé i muscoli forti per recidere la catena
che ci lega alla protesta e che fomenta la sommossa.
E l’amianto che da anni respiriamo
si confiderà con lacrime e fumogeni e botte in mezzo agli occhi.
Verranno a prenderci nelle piazze,
a strapparci dai nostri figli
come fossimo peli di vacche da macello.
Verranno con i manganelli mentre manifestiamo
contro le leggi bavaglio,
contro i segreti di stato
contro fascismo violenza e ogni forma di ignoranza.
Chiuderanno i cancelli e resteremo senza dialogo
transenneranno le strade e resteremo senza ascolto
ma faremo in tempo a ringraziare i fornai per il pane quotidiano
perché Cristo sarà impegnato a non ripetere il miracolo
e sembrerà essere in esilio, fuggito.
Siamo articoli scomodi, riusciti male
e verranno a prenderci per questo, lo sappiamo…
Ma io e te resteremo a terra placidi
e scivoleremo in un nodo di lingue
per staccarci al tramonto,
per dimenticare la siepe di ciò che siamo
per diventare onda che ribalta l’odio.
Verranno a prenderci, un giorno, lo sappiamo
ma non ci troveranno
non ci troveranno perché saremo
su tutte le labbra che baciano la libertà del sogno.

rsk

VANCOUVER, BC – JUNE 15: Riot police walk in the street as a couple kiss on June 15, 2011 in Vancouver, Canada. Vancouver broke out in riots after their hockey team the Vancouver Canucks lost in Game Seven of the Stanley Cup Finals. (Photo by Rich Lam/Getty Images)

Catena Perpetua

Poesie prefabbricate
versi al carbonio
inox e cemento e cielo grigio
pausa di un’ora
cibo in scatola
carne a pezzetti assembramento di Lego
carie e stress
raschiare il superfluo
produrre il bello, produrlo funzionale
produrre
la biro frena, la poesia sfancula
produrre
respirare
respirare se fai in tempo
la lavatrice si inceppa
la busta paga non ritorna
produrreprodurreprodurreprodurreprodurre
respirare
respirare
respirare se c’è tempo
fumi di veleno
morire
essere sconfinati tra le pagine di un libro.

rsk

Ininterrottamente

Sfuggirò le deviazioni
per arrivarti dritto al cuore
rubare i frammenti
del tempo senza te.
Ti regalerò un batticuore
poi ti porterò in cima all’amore
dove prende il via l’emozione
ed urlerò al mondo che io
sarò sempre
e ti curerò
ininterrottamente.
Canterò il tuo nome che da solo basta
a inondare questa mia voce vuota
tra le mie braccia sai c’è la tua casa
un riparo caldo ti darà.
Lì ti guarirò
dai capricci del mare di fine Settembre
dal resto della gente.
Illuminerò il buio del presente
e ti amerò
ininterrottamente.

rsk