Una poesia di… LUIGI CANNILLO

Vedi, tutto si riduce ad attesa
il superfluo brucerà nella memoria
Restano poche insegne a scorrere
tutto è ieri e sembra solo osso,
poche righe accompagnano
che la gola restituisce all’aria
E così che l’orizzonte viene
a riprenderci, così minimi e arresi
Di fronte un quaderno aperto
continua a cercarti e chiama
dove si nasconde il proprio male
Ripete in ogni pagina mamma
ormai è buio, è ora di tornare

(da Galleria Del Vento, ed. La Vita Felice)

Luigi Cannillo

Tremo A Dirlo

Ora mi faccio sottile,
uno spillo
un fremito
un cane romantico.

Sapessi farlo
veramente mi infilerei
tra le pieghe delle tue apnee
ma – addirittura – tremo a dirlo,
sono in sovrappeso
un tantino sovraccarico di questa
poesia – feromone.
Quindi te lo scrivo.

Baciami
fallo adesso,
facciamo vedere alla terra
come si trema.

Senza Titolo 45

Che il rimpianto mi si apra
come una vecchia anta sgualcita
ora che il profumo degli ulivi
è svanito, trapassato.
Non c’è il sapore della lavanda
né il golfo che si mostra
in fondo alla discesa,
nemmeno la nonnina
a raccogliere fichi
prima di preparare il caffè.
Ci sono soltanto io, adesso:
di fronte l’alba meccanica
che tace tutto il resto.

rsk

Strada di Croazia, colori, collezione privata)

Senza titolo 48

Ascolta,
gli aghi dei pini parlano
la lingua dell’inverno,
ritti come ossa di uno scheletro
se ne stanno lì, sovrappensiero.
Il vento porta con sé gli asterischi
ai quali ormai non ci fanno più caso
e di sotto, ai piedi della pineta
ognuno si ritrova solo
con la propria fortuna in mano.

rsk

Gioielli Rubati 66: Alfonsina Caterino – Maria Allo – Vernalda Di Tanna – Matteo “Rosko” Rusconi – Luigi Besana – Doris Emilia Bragagnini – Gary J. – Maria Giovanna Assumma.

almerighi

… VITA NON VITA

oltre il sonno profondo
illustri superfici
fresche icone di sudore
mai dimentiche di riparare nei
respiri
corrucci senza tempo

Ultimo stadio della purificazione
dopo il piacere della morte
sarà vendetta ritrovare la vita
ignara e grossa
sulla riva preistorica carezza
notturna risalita contromano
a rischiarare il barlume
incagliato
nell’era banale

Barlume sarà crocevia
memorabile
un uomo straniero
sui vetri che indugia
le proprie unghie
riflesse…

di Alfonsina Caterino, qui:
https://www.facebook.com/titti.barbato.3?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARBV18lwS4dQHizc9hOqMPmY2KusIElNLUnRMVi2-cpR4f-hpKKfVwNy4VE7DMSddNj5i6G7MMRjazir&hc_ref=ARSKBAgSu0S8l_vRqeBPa6er_QOKFgKuKRNXHL2xDlL6wrQbn18s0qc2sl7JSDLEAj0&fref=nf

*

DOPO OGNI COSA VIVENTE

I nostri corpi sono spade lancinanti nel silenzio.
Abbiamo attraversato tempeste
con le braccia nel vento e le tempie
gonfie di pioggia nel deserto
ma non è tempo per i rimpianti.
Meglio vivere e reinventarci
prima che la memoria cancelli
anche la forma dei visi come il fuoco
che avvolge le nostre vite con queste mani
oltre la cenere e la vita di quaggiù.
Nel moto vuoto tra i nomi confusi

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